domenica 31 gennaio 2016

Ridere è uno dei piaceri della vita

Iacopo Fo scrive: “ Ridere è liberatorio, afrodisiaco, sprizzante, esaltante, piacevole e intelligente. Ed è pure gratis. “
Sono profondamente d’accordo: ridere ti fa vivere meglio e allunga la vita. Anche ridere di sé stessi è piacevole: porta a non prendersi troppo sul serio, ad alleggerire i propri errori, inserendoli nella prospettiva dell’umiltà e dell’accettazione della personale imperfezione.
Quando l’anima è in sofferenza e, dentro e fuori di te, la tristezza ti è compagna, è più difficile ridere e…. questo piacere ti manca, è un’assenza di energia vitale. Allora, che si fa?
Io ho attivato strategie di emergenza e sono andata a teatro e al cinema.
A teatro ho assistito all’ultimo spettacolo del comico E. Brignano: Ho riso tanto!
Lo spettacolo” Evolushow 2.0 “ sostenuto ”quasi” interamente, per due ore e mezza, dal soliloquio del comico, trattava dell’evoluzione dell’uomo nell’era di Internet e si chiedeva “ da dove veniamo “, ma soprattutto “ dove andiamo “? E poi, in questo mondo così informatizzato e social, l’uomo come sta cambiando e se le emozioni umane hanno tuttora un loro spazio. Il tutto trattato con leggerezza, arguzia, umorismo, ironia e maestria ma con salde radici nel pesante.
A cinema ho visto il film “ Quo vado? “
Nel film, che era una commedia all’italiana sulla scia di Sordi, Verdoni ecc…, veniva messo alla berlina la mitica aspirazione italiana al “ posto fisso “. Si è riso della  testardaggine italica, di certi comportamenti incivili e di quelli arcaici ma duri a cambiare, dell’adattabilità e creatività nell’arrangiarsi per trovare un modo di farsi la tana e tener duro in situazioni difficili. Naturalmente non è mancato il tipico escamotage gattopardesco del” cambiar tutto per non cambiare nulla”. Eravamo noi, con i nostri vizi, i nostri difetti, poche virtù, sogni e comportamenti. Ci siamo guardati allo specchio , ci siamo riconosciuti, abbiamo riso di noi e, in un certo senso, abbiamo anche preso le distanze e ci siamo vergognati un po’.
Sì, sì, sì è stato liberatorio, esaltante, piacevole, intelligente, beh afrodisiaco e gratis….non tanto.
Che bello ridere!                                   Luna










domenica 24 gennaio 2016

E' tempo di oroscopi e previsioni

All’inizio di un anno nuovo, le riviste abbondano di pronostici, oroscopi, previsioni corredate da astruse spiegazioni astrologiche e che dureranno esattamente un anno. Il mio atteggiamento è molto scettico, ma non rifiuto di darci un’occhiata. Anch’io vorrei fare una previsione per i prossimi anni: diventerà una vera rarità conoscere coppie che riescano ad avere un “ amore per sempre “.
Lo so, qualcuno potrebbe dirmi che ho detto un’ovvietà, ma per me è un’amara constatazione in quanto io credo fermamente nell’essere umano che costruisce rapporti e non in quello che li distrugge.
Intorno a me ci sono, sempre più, coppie in crisi, coppie per cui lo stare insieme ormai non ha altro significato che contenere i danni, coppie che in comune hanno solo la residenza e i figli, coppie scoppiate che si sono separate dopo anni di litigi, contrasti, incomprensioni, tensioni, rabbia, lacrime e dolore.
Non è il sentimento d’amore che manca, anzi il bisogno e il desiderio d’amore è sempre forte. Anche oggi l’amore scoppia, abbaglia, incanta, coinvolge e avvince con legami che si credono indistruttibili. Ciò che manca è la resistenza all’usura del tempo e della quotidianità, l’adattabilità alle rinunce, l’indisponibilità al cambiamento proprio e dell’altro, l’accettazione dell’imperfezione reciproca e la costanza del prendersi cura.
Ho visto da poco il film animato: “ Il piccolo principe “, tratto dal libro omonimo, che mi ha molto emozionata. Nel film, con tratti poetici ed onirici, si parla della vita, dei valori, dell’amore, dell’amicizia ed anche della morte. Il piccolo Principe ama una “rosa”, se ne prende cura, ma poi, stanco di lei, l’abbandona attratto da altre esplorazioni e, quando si ricorderà di lei e tornerà, la sua rosa, lasciata a sé stessa, ormai è morta.
Quando due persone si innamorano, guardano verso lo stesso orizzonte, si curano del loro rapporto facendo lavoro di squadra, non si soffocano a vicenda senza lasciarsi spazi, si rispettano, parlano come amici e provano forte il desiderio di essere in compagnia dell’altro, secondo me, ci sono gli elementi perché questo amore sia duraturo.
Il senso profondo dell’amore è aiutarci a vivere, perciò l’amore vi dia la forza e la forza vi dia l’aiuto.
Sbaglio ad essere ancora fiduciosa?                           Luna


sabato 16 gennaio 2016

Le frecce non si usano più!

Appena compiuti i diciotto anni ho conseguito la patente. Da allora guido ed uso ogni volta le frecce per segnalare agli altri utenti della strada i miei cambi di direzione e posizione, necessari per evitare incidenti con conseguenze imprevedibili. Accostarsi, partire, svoltare a destra o a sinistra, sorpassare, rientrare, immettersi in una rotonda e segnalarne l’uscita, sono operazioni che rendiamo note attraverso l’accensione di una lampadina posizionata a destra o a sinistra del nostro veicolo.
Ora, non si usa (quasi) più mettere le frecce!
Si sfiora l’incidente in continuazione, bisogna indovinare cosa vorrà fare l’auto che ci precede o quella che si immette da una strada laterale o quella che entra in una rotonda. E’ una continua lotteria e l’attenzione alla guida deve essere elevatissima.
Ma perché questi comportamenti? Perché siamo più incuranti o irresponsabili o confusi o indecisi…..?
Rientra nei comportamenti civili che si sono trasformati per superficialità e trascuratezza in incivili? Oppure il problema è più ampio e investe la nostra intera quotidianità dove regna la confusione, l’indecisione e l’ansia. Ci sono troppe possibilità, troppe opportunità, troppe scelte, troppe incombenze, troppi impegni e così poche frecce o indicazioni che ci “guidano” nella “giusta” direzione per noi?
E’ possibile che alla guida della nostra vita quotidiana noi ci sentiamo insicuri, indecisi, confusi, sommersi dalle troppe strade che possiamo imboccare e dai troppi punti di arrivo che possiamo raggiungere? Andiamo avanti a tentativi, con brusche interruzioni, con l’ansia di aver sbagliato o di aver tralasciato la scelta più adatta per noi? Pensiamo agli esempi più banali: quale scuola scegliere per i figli? Quale sport praticare? Quale dei tanti prodotti acquistare? Quale compagnia telefonica, elettrica, assicurativa ci offre il miglior contratto? Ecc…. E più aumentano le proposte, le offerte, le possibilità e più aumenta la nostra confusione. Forse questo annebbiamento delle facoltà decisionali si ripercuote in tutti i nostri comportamenti e decidere se girare a destra o a sinistra è qualcosa che non riusciamo a segnalare perché è fatto all’ultimo istante. Voi che ne dite?                  Luna


mercoledì 6 gennaio 2016

Coesistenza

Noi, esseri umani, viviamo sul pianeta Terra non da soli ma con altri esseri viventi: piante ed animali. Insieme formiamo quell’ecosistema che rende così completo, unico, vario ed interessante il nostro mondo. Io provo un profondo rispetto per tutti gli esseri viventi, mi incuriosiscono, mi interessano, sono indispensabilmente presenti nel mio panorama vitale. Sono per me fonte di bellezza, sensazioni, emozioni, conforto, conoscenza e diversità.
 Sono così in sintonia con il loro essere vivi che, ad esempio, sono un disastro quando bisogna potare una pianta: mugolo, svolazzo intorno come una mosca fastidiosa e soffro perché penso che si stia mutilando la pianta. Il compito di potare non è mai il mio, io sono il vigilante che dà lo stop. Né riesco a disfarmi di una pianta che non fa più fiori, ma che ha delle bellissime foglie, come una delle mie orchidee che ora mi ha ricompensata, dopo anni, di un nuovo tralcio con boccioli: meraviglioso.
Gli animali mi ispirano la stessa sintonia, non concepisco di non rispettare la loro natura e le loro inclinazioni, sono consapevole che bisogna conoscere ed interpretare i loro comportamenti alla luce della loro diversità per potersi rapportare ed interagire in modo corretto.
Mi considero, quindi, ambientalista ed animalista.
Ma….parliamo un po’ degli animali domestici per eccellenza: cani e gatti. Essi vivono con noi, nelle nostre case e nei nostri giardini, ce ne prendiamo cura in modo che siano ben nutriti, sani, facciano movimento, assecondiamo le loro inclinazioni naturali, crescono e invecchiano con noi e, quando ci lasciano, soffriamo per la loro perdita. In cambio loro ci fanno compagnia, riempiono i nostri vuoti affettivi, ci dimostrano in innumerevoli modi il loro attaccamento e ci attendono e accolgono sempre bene.
Ma ad alcuni uomini non basta, alcuni padroni umanizzano i loro animali domestici, non rispettano la loro natura e li trasformano in peluche o in copie di loro stessi. Riescono a farlo perché l’animale, soprattutto il cane, interagisce molto e asseconda questo plagio, questa manipolazione innaturale per compiacere il padrone e perché non ne ha alcuna consapevolezza. L’uomo vince facile.
Un animale non è né migliore, né peggiore di un essere umano perché non è un essere umano. E’ un essere vivente più semplice. L’uomo ha complessità, potenzialità, varietà di sentimenti, creatività, relazioni ed immaginazione ed un pensiero cosciente. L’uomo non si limita a nascere, nutrirsi, crescere e morire, l’uomo crea, elabora, progetta, realizza, può migliorare sé stesso e il mondo in cui vive. L’uomo può scegliere consapevolmente tra il bene e il male ed è responsabile delle sue scelte.  

Perciò è l’uomo che sceglie quale sia il comportamento e l’ atteggiamento di coesistenza più corretto e rispettoso con gli altri esseri viventi e sua ne è la responsabilità.              Luna