sabato 29 aprile 2017

Esercizi di manualità

Nel mio bagno, per lavarsi le mani, c’è il dispenser: quell’oggetto che, premuto dall’alto verso il basso, fa fuoriuscire da un beccuccio il sapone liquido sulle mani. Mio nipote, spesso inviato a lavarsi le mani, ritornava con le mani visibilmente sporche e gocciolanti. Sono andata con lui e l’ho visto versare il sapone sulle mani, spalmarlo con le dita e poi passarle sotto il getto dell’acqua. A quel punto abbiamo rifatto l’operazione lavaggio con strofinio da entrambi i lati ed asciugatura con asciugamano e strofinamento adeguato. Mi sono resa conto che, a parte lo scarso interesse per la pulizia, non era abituato a fare il movimento che l’uso della saponetta mi aveva sempre obbligato a fare: cioè rigirarla tra le mani strofinandola sul palmo e sul dorso per far sciogliere il sapone ed eliminare lo sporco. L’uso del dispenser induce ad un movimento verticale così come l’asciugatore porta ad un movimento orizzontale ciò limita nei bambini il movimento a tre dimensioni cioè verticale, orizzontale e in profondità generando una perdita di manualità.
 Il mondo digitale pieno di monitor, display, tastiere ci induce a fare movimenti piatti. Pensate all’atto dello scrivere, un’operazione antichissima che ha a che fare con l’uso di uno strumento: bastoncino, pennino, penna a sfera col quale incidere o graffiare o tracciare sulla carta un segno calligrafico, ebbene sono movimenti in tre D. Moltissimi scrittori preferiscono scrivere a mano ed anche stampare sulla carta e rileggere perché il nostro mondo resta tridimensionale.
Il bisogno della manualità si fa ancora più forte quando siamo costretti per molte ore della giornata a lavorare a stretto contatto con strumenti digitali. Mia figlia sente impellente il bisogno di utilizzare le mani per recuperare soddisfazione dalla manualità perciò si occupa del suo orto: zappa, dissoda, pianta, innaffia, raccoglie( anche con ottimi risultati ). Un suo vicino trascorre ore a montare, smontare, lubrificare e mettere a punto la sua moto, molti uomini si dedicano ai lavoretti domestici: cambiare guarnizioni, lavoretti di falegnameria, pitturare pareti, sostituire interruttori ecc…  Secondo me i giovani dovrebbero fare dei corsi o una sorta di breve apprendistato su come svolgere lavoretti di manutenzione domestica apprendendo anche conoscenze tecniche utili e necessarie. Io esercito manualità scrivendo su fogli bianchi e leggendo libri e giornali cartacei, sfogliandoli, segnando le pagine e andando avanti o indietro per ritrovare frasi e concetti. E voi?
Esercitiamo la manualità perché il nostro mondo resta tridimensionale, per fortuna!                    Luna

 







martedì 25 aprile 2017

Inizio e Fine: io sto con la Natura!

Ho molte difficoltà a scrivere questo post perché l’argomento è controverso, ma nello stesso tempo vorrei fare un po’ di chiarezza in questa confusione di opinioni, dibattiti, idee nuove e fuorvianti che mi fanno ritenere il mondo in cui vivo decisamente senza bussola né equilibrio. Mi chiedo spesso se sono io, completamente fuori sintonia, o se è in atto un profondo stravolgimento dei punti di riferimento indispensabili per orientarsi nel vivere e nell’agire dell’umanità.
Si preferisce il virtuale al reale, la costruzione di un mondo patinato, finto, falso a quello veritiero, spontaneo, naturale. I miei punti di riferimento, il cuore delle cose, sono le leggi naturali che reggono e regolano il nostro ecosistema complesso e interconnesso e ne assicurano la sopravvivenza e il miglioramento. E poi c’è l’ Uomo e tutto ciò che ha inventato, costruito e ideato per modificare la terra e migliorare le proprie condizioni, provocando anche danni e poi cercando di gestire le conseguenze e gli effetti collaterali dei propri interventi. Io vedevo una sorta di equilibrio tra le necessità dell’Uomo e le leggi della Natura, ma  ora non lo vedo più. Cosa ne pensate voi?
Niente è più “naturale” : alimentarsi, nascere, divertirsi, relazionarsi, procreare, morire ecc…
Mi soffermo, come esempio, su la procreazione e la genitorialità di riferimento per un neonato e sul fine vita.
Prima c’era un solo tipo di coppia: eterosessuale, come nel titolo di un film famoso “Un uomo e una donna”. Oggi ci sono almeno tre tipi di coppia! Questa possibilità, per me, non rappresenta alcun  problema in quanto si parla di preferenze sessuali tra adulti consenzienti e quindi riguarda la loro sfera intima e privata. Mi riguarda però  quando le coppie omosessuali pretendono di procreare formando un guazzabuglio tra impianti, fecondazione in vitro, uteri in affitto, due padri e una madre o due madri e un padre. Mi chiedo a chi spetta parlare a nome dei bambini futuri e se qualcuno stia valutando gli effetti e le conseguenze di pratiche e scelte così innaturali e dettate solo da desideri egoistici e personali. Io sto con la Natura!
In questi giorni, il nostro Parlamento sta discutendo sul testamento bioetico in cui un ammalato grave, in grado di intendere e di volere, può scegliere di rifiutare l’accanimento terapeutico che ha come obiettivo il proseguimento della vita a qualsiasi condizione. La medicina deve avere come scopo la guarigione o la cura delle malattie per consentire una vita dignitosa e priva il più possibile di sofferenza e dolore, se non può deve lasciare il posto alla Fine. Io sto con la Natura.                                              Luna