Nel mio bagno, per lavarsi le mani, c’è il
dispenser: quell’oggetto che, premuto dall’alto verso il basso, fa fuoriuscire
da un beccuccio il sapone liquido sulle mani. Mio nipote, spesso inviato a
lavarsi le mani, ritornava con le mani visibilmente sporche e gocciolanti. Sono
andata con lui e l’ho visto versare il sapone sulle mani, spalmarlo con le dita
e poi passarle sotto il getto dell’acqua. A quel punto abbiamo rifatto
l’operazione lavaggio con strofinio da entrambi i lati ed asciugatura con
asciugamano e strofinamento adeguato. Mi sono resa conto che, a parte lo scarso
interesse per la pulizia, non era abituato a fare il movimento che l’uso della
saponetta mi aveva sempre obbligato a fare: cioè rigirarla tra le mani
strofinandola sul palmo e sul dorso per far sciogliere il sapone ed eliminare
lo sporco. L’uso del dispenser induce ad un movimento verticale così come
l’asciugatore porta ad un movimento orizzontale ciò limita nei bambini il movimento a tre dimensioni cioè
verticale, orizzontale e in profondità generando una perdita di manualità.
Il mondo
digitale pieno di monitor, display, tastiere ci induce a fare movimenti piatti. Pensate all’atto
dello scrivere, un’operazione antichissima che ha a che fare con l’uso di uno
strumento: bastoncino, pennino, penna a sfera col quale incidere o graffiare o
tracciare sulla carta un segno calligrafico, ebbene sono movimenti in tre D.
Moltissimi scrittori preferiscono scrivere a mano ed anche stampare sulla carta
e rileggere perché il nostro mondo resta
tridimensionale.
Il bisogno della manualità si fa ancora più forte
quando siamo costretti per molte ore della giornata a lavorare a stretto
contatto con strumenti digitali. Mia figlia sente impellente il bisogno di
utilizzare le mani per recuperare soddisfazione dalla manualità perciò si
occupa del suo orto: zappa, dissoda, pianta, innaffia, raccoglie( anche con
ottimi risultati ). Un suo vicino trascorre ore a montare, smontare,
lubrificare e mettere a punto la sua moto, molti uomini si dedicano ai
lavoretti domestici: cambiare guarnizioni, lavoretti di falegnameria, pitturare
pareti, sostituire interruttori ecc…
Secondo me i giovani dovrebbero fare dei corsi o una sorta di breve
apprendistato su come svolgere lavoretti di manutenzione domestica apprendendo
anche conoscenze tecniche utili e necessarie. Io esercito manualità scrivendo su
fogli bianchi e leggendo libri e giornali cartacei, sfogliandoli, segnando le
pagine e andando avanti o indietro per ritrovare frasi e concetti. E voi?
Esercitiamo la manualità perché il nostro mondo
resta tridimensionale, per fortuna! Luna