Ero ragazzina
e, insieme ai miei fratelli, iniziavo l’attesa
del Natale l’otto Dicembre, quando mio padre dichiarava aperti i giochi(
non quelli del casinò). Ogni sera riuniva la famiglia intorno al tavolo per i
classici giochi natalizi: al posto d’onore la Tombola! I soldini delle vincite,
noi li destinavamo a piccolissimi doni per i componenti della famiglia. Da quel
giorno iniziavamo a preparare le casette del presepe con cartone, colla e
matite colorate perché, il tredici Dicembre, avremmo allestito il presepe e l’albero.
Poi arrivavano le vacanze natalizie e con esse il Natale.
Poi, abbiamo
scoperto il Calendario dell’Avvento e abbiamo iniziato ad aprire finestrelle
dal primo giorno di Dicembre. Anche l’Ikea ci ha insegnato qualcosa di antico,
che per noi era nuovo, il rito delle quattro candele da accendere, una domenica
dopo l’altra, dall’ultima di Novembre. Così ci siamo anticipati ancora un po’
nell’attesa dell’ Avvento!
Ma….per la
macchina economica e consumistica era troppo poco e allora…. Ideona: si inizia ad attendere il
Natale dal quindici di Ottobre: ci sarà più tempo per comprare! Così via
castagne, funghi, cachi, alberi ingialliti e imbruniti dalle foglie che danzano
nell’aria per poi posarsi al suolo a formare un tappeto scrocchiante. Resettato
l’Autunno e sostituito da decorazioni di finto abete carichi di oggetti scintillanti,
da fili luccicanti, da alberi innevati ricchi di decori, da panettoni, pandori
e altri dolciumi, da giocattoli, da candele, tovaglie, piatti, ecc...
E’ una manipolazione e un furto.
La
manipolazione è subdola ma anche palese, per resistere dovremmo farci legare, come
Ulisse, ma con le orecchie tappate e gli occhi bendati, all’albero della nostra
razionalità. Le sirene della pubblicità ci canteranno di offerte speciali, di
sconti favolosi e ci mostreranno video accattivanti e desiderabili e noi
vorremo sempre di più, perché ci convinciamo che possiamo fare ed avere tutto
ciò che vogliamo. Le sirene, si sa, ingannano.
Il furto è più
grave perché riguarda il “ tempo ed il
nostro modo di viverlo”. Sembro Momo, la protagonista del libro di M. Ende,
che cerca di combattere i ladri di tempo: gli uomini grigi. Io me li immagino
di più come la “Banda Bassotti”, comunque sempre di ladri si tratta. Questa
coercizione a determinare alcuni eventi: il Natale, l’Estate, i Weekend …su cui
focalizzare il nostro sguardo bramoso di momenti felici, emozioni, esperienze,
mentre viviamo in una sorta di automatismo privo di colore le ore, i momenti,
giorni e giorni del nostro tempo.
Dove va il
nostro tempo tra un evento e l’altro? Perché non viviamo ogni attimo con piena
coscienza ed intensità godendo dell’adesso e del presente? Vivere consuma il
tempo ma ne conserva la qualità vitale. Il tempo ha valore per noi stessi, per
gli altri, per le cose che ci fanno star bene. Quando ogni sera, spengo la luce
e mi consegno al sonno, penso alla sabbia nella mia clessidra che è diminuita
ancora un po’ e mi chiedo se ho vissuto bene le ore che non avrò mai più. Luna