Nella giovinezza si ritrova un minimo di equilibrio e si acquisisce una prospettiva, infatti si desidera fermare il tempo per poter godere appieno di tutte le condizioni ottimali in cui si vive. Nella giovinezza si ha, per la prima volta, la percezione che il tempo scorra e, ad un certo punto, ci si sente spinti nel futuro ed è inutile impegnarsi a resistere desiderando un'eterna giovinezza.
La fase successiva, che chiamo adultità, è l'unica in cui la percezione del futuro è positiva ed è prioritaria rispetto al presente: l'oggi è consumato in modo ripetitivo, si pensa sempre al domani, si vive la settimana in attesa del week end , tutto ciò che ci capita è routine. Così il lavoro, i figli, le varie attività , i legami affettivi , le amicizie si consumano, ma non si gustano, godono, apprezzano perché presi, coinvolti, occupati ad edificare il futuro. La percezione del futuro si somma coi ritmi accelerati della nostra vita, rende sfocato il presente e la nostra vita è un treno ad alta velocità.
La maturità è la fase della pausa, del tempo "a misura d'uomo", della soddisfazione per chi sente di aver realizzato il suo progetto di vita e dei rimpianti per chi non ce l'ha fatta. Il futuro lo si percepisce limitato e precario, allora lo sguardo si rivolge indietro e, oltre a fare bilanci, si prova nostalgia delle altre fasi, soprattutto della giovinezza.
Vivere intensamente è l'imperativo per coloro che provano ancora il desiderio di fare tante cose e dare ancora tanto agli altri, inoltre si possono realizzare ancora dei sogni, no?
Il presente e il passato sono i tempi della maturità, mentre nell'ultima fase: la vecchiaia, la percezione del tempo a volte si perde o si confonde il presente con il passato e gli eventi di ieri diventano più recenti di quelli dell'oggi. L'eccezione sono i grandi anziani che vivono nell'oggi traendo saggezza dalle esperienze vissute e contribuendo a diffonderla a chi ha l'umiltà di ascoltare.
In conclusione: la percezione umana del tempo e l'importanza che si dà ad esso varia in relazione alle fasi della vita. E' " importante" riflettere sulla percezione del tempo perché mi sconvolge pensare che non lo utilizziamo al meglio e che i granelli di tempo nella clessidra della nostra vita scorrano senza che noi ne abbiamo l'esatta consapevolezza. Luna
mercoledì 25 marzo 2015
lunedì 23 marzo 2015
La percezione del tempo: Presente (seconda parte)
Nell'adolescenza la suddivisione in secondi, minuti, ore, giorni, mese, anno ecc...è acquisita e si hanno chiari i tre periodi temporali: il presente, il passato, il futuro.
L'adolescente considera il suo passato con sufficienza, quel bellissimo periodo di fondamentali conquiste come mangiare, camminare, parlare, comprendere, esplorare, accumulare conoscenze, giocare, amare, provare emozioni ecc... verrà compreso e vissuto con partecipazione quando sarà un proprio figlio a sperimentarlo e verrà valorizzato come fondamentale dell'essere individui.
Quindi per l'adolescente è il presente che viene vissuto appieno ed è un periodo fondamentalmente traumatico, perché si assiste per la prima volta con occhio attento e focalizzato al cambiamento del proprio corpo e si sperimenta l'impotenza ad arrestarlo, modificarlo o accelerarlo. Quasi mai si accetta il proprio aspetto, si cambia il carattere , la voce , l'umore, le emozioni e... l'insicurezza regna sovrana.
Per sentirsi più sicuri ci si affida allo spirito di gruppo e i rapporti coi coetanei diventano prioritari, soffrono quasi tutti di" pecorite acuta" ma alcuni patiscono l' esclusione e il bullismo da parte del gruppo che li considera "diversi". Anche i rapporti con i genitori cambiano : conflittuali , quando il genitore cerca di imporre regole contenitive di fronte alle loro richieste di autonomia, il più delle volte eccessive, o concilianti e complici, quando il genitore è presente e dialoga con il minore dando e limitando secondo contesto e situazione.
Questo è , per chi lo vive, un tempo "trappola" da cui si vuole uscire crescendo in fretta per proiettarsi nel futuro più prossimo, ma contemporaneamente si avverte anche la fortissima sensazione di vivere qualsiasi cosa: un disagio, un dolore, un amore, un'ingiustizia, in modo amplificato e si è convinti che sarà così per sempre, l'orologio si è fermato. I gesti eccessivi e folli, provengono da questa falsa percezione , perché la realtà è questa: il tempo scorre e noi cambiamo. (continua) Luna
L'adolescente considera il suo passato con sufficienza, quel bellissimo periodo di fondamentali conquiste come mangiare, camminare, parlare, comprendere, esplorare, accumulare conoscenze, giocare, amare, provare emozioni ecc... verrà compreso e vissuto con partecipazione quando sarà un proprio figlio a sperimentarlo e verrà valorizzato come fondamentale dell'essere individui.
Quindi per l'adolescente è il presente che viene vissuto appieno ed è un periodo fondamentalmente traumatico, perché si assiste per la prima volta con occhio attento e focalizzato al cambiamento del proprio corpo e si sperimenta l'impotenza ad arrestarlo, modificarlo o accelerarlo. Quasi mai si accetta il proprio aspetto, si cambia il carattere , la voce , l'umore, le emozioni e... l'insicurezza regna sovrana.
Per sentirsi più sicuri ci si affida allo spirito di gruppo e i rapporti coi coetanei diventano prioritari, soffrono quasi tutti di" pecorite acuta" ma alcuni patiscono l' esclusione e il bullismo da parte del gruppo che li considera "diversi". Anche i rapporti con i genitori cambiano : conflittuali , quando il genitore cerca di imporre regole contenitive di fronte alle loro richieste di autonomia, il più delle volte eccessive, o concilianti e complici, quando il genitore è presente e dialoga con il minore dando e limitando secondo contesto e situazione.
Questo è , per chi lo vive, un tempo "trappola" da cui si vuole uscire crescendo in fretta per proiettarsi nel futuro più prossimo, ma contemporaneamente si avverte anche la fortissima sensazione di vivere qualsiasi cosa: un disagio, un dolore, un amore, un'ingiustizia, in modo amplificato e si è convinti che sarà così per sempre, l'orologio si è fermato. I gesti eccessivi e folli, provengono da questa falsa percezione , perché la realtà è questa: il tempo scorre e noi cambiamo. (continua) Luna
sabato 21 marzo 2015
La percezione del Passato, Presente, Futuro: prima parte
Dalle mie riflessioni sulla percezione del tempo, sono arrivata a questa conclusione: essa non solo cambia secondo il contesto e la situazione, ma anche secondo le fasi della vita.
Tutti abbiamo avuto esperienza di quanto in fretta ci sembra che girino le lancette dell'orologio quando stiamo svolgendo un'attività appagante o quando siamo innamorati e siamo con la persona amata o quando ci sediamo al computer e navighiamo spinti dai venti della nostra curiosità o quando guardiamo un film che ci assorbe completamente ecc...
Viceversa ci sembra che lo scorrere del tempo rallenti quando siamo in coda ad attendere o seduti sulla poltrona del dentista con un trapano in funzione in bocca o ci troviamo con persone che non ci piacciono o chiusi in ascensore con sconosciuti inquietanti ecc...
La percezione del tempo è quindi soggettiva e collegata alle circostanze e ciò non è una scoperta nuova né qualcosa di negativo : basta consultare un orologio e correggere le nostre sensazioni. Invece il collegamento tra la percezione del tempo e le diverse fasi della vita è una riflessione tutta nuova per me e con effetti collaterali da considerare con attenzione.
Nell'infanzia il senso del tempo non c'è: gli eventi per il bambino avvengono in una successione continua che non viene memorizzata e per questo amano la ripetitività dei comportamenti e delle situazioni e delle persone che riescono a fissare in qualche modo. E' anche per questo che le sparizioni della mamma sono inspiegabili così come i suoi ritorni. Noi gli insegniamo lo scorrere del tempo suddividendolo in segmenti ripetitivi di situazioni, azioni e abitudini e se inseriamo qualche cambiamento nello schema lo mandiamo in panico e poi, se ripetuto, si adatteranno. ( continua) Luna
Tutti abbiamo avuto esperienza di quanto in fretta ci sembra che girino le lancette dell'orologio quando stiamo svolgendo un'attività appagante o quando siamo innamorati e siamo con la persona amata o quando ci sediamo al computer e navighiamo spinti dai venti della nostra curiosità o quando guardiamo un film che ci assorbe completamente ecc...
Viceversa ci sembra che lo scorrere del tempo rallenti quando siamo in coda ad attendere o seduti sulla poltrona del dentista con un trapano in funzione in bocca o ci troviamo con persone che non ci piacciono o chiusi in ascensore con sconosciuti inquietanti ecc...
La percezione del tempo è quindi soggettiva e collegata alle circostanze e ciò non è una scoperta nuova né qualcosa di negativo : basta consultare un orologio e correggere le nostre sensazioni. Invece il collegamento tra la percezione del tempo e le diverse fasi della vita è una riflessione tutta nuova per me e con effetti collaterali da considerare con attenzione.
Nell'infanzia il senso del tempo non c'è: gli eventi per il bambino avvengono in una successione continua che non viene memorizzata e per questo amano la ripetitività dei comportamenti e delle situazioni e delle persone che riescono a fissare in qualche modo. E' anche per questo che le sparizioni della mamma sono inspiegabili così come i suoi ritorni. Noi gli insegniamo lo scorrere del tempo suddividendolo in segmenti ripetitivi di situazioni, azioni e abitudini e se inseriamo qualche cambiamento nello schema lo mandiamo in panico e poi, se ripetuto, si adatteranno. ( continua) Luna
E' primavera: svegliatevi !
E' arrivata, anche quest'anno, voi la davate per scontata? Io no: con tutte queste stranezze climatiche e con tutti i danni che il nostro sviluppo tecnologico e il modello economico hanno provocato e continuano a causare all'ambiente naturale, come si può essere sicuri?
E' arrivata con tutte le sue stupefacenti performance:
avete visto il giallo abbagliante delle forsythie?
il verde tenero e lacrimoso sui rami dei salici?
la fioritura esplosiva delle magnolie stellate e di quelle coi fiori rosa e fucsia?
e il verde brillante dell'erba punteggiato da pratoline biancorosee ?
e la nevicata dei ciliegi sui marciapiedi cittadini?
e il frenetico saltellare della gazza in cerca di rametti per il nido?
e il sole, quando c'è, pieno, splendente, dolcemente caldo?
e l'aria? Sì, l'aria vibra
e il vento sussurra a chi sorride, a chi si abbraccia, a chi cammina con passo leggero.
Giochiamo con la Primavera a nascondino, cerchiamo le sue orme, scoviamola nei luoghi più inaspettati, inebriamoci col suo profumo, lasciamoci possedere perché Lei ci ripete che: nulla è più forte della vita che rinasce anno dopo anno. Buona Primavera. Luna
E' arrivata con tutte le sue stupefacenti performance:
avete visto il giallo abbagliante delle forsythie?
il verde tenero e lacrimoso sui rami dei salici?
la fioritura esplosiva delle magnolie stellate e di quelle coi fiori rosa e fucsia?
e il verde brillante dell'erba punteggiato da pratoline biancorosee ?
e la nevicata dei ciliegi sui marciapiedi cittadini?
e il frenetico saltellare della gazza in cerca di rametti per il nido?
e il sole, quando c'è, pieno, splendente, dolcemente caldo?
e l'aria? Sì, l'aria vibra
e il vento sussurra a chi sorride, a chi si abbraccia, a chi cammina con passo leggero.
Giochiamo con la Primavera a nascondino, cerchiamo le sue orme, scoviamola nei luoghi più inaspettati, inebriamoci col suo profumo, lasciamoci possedere perché Lei ci ripete che: nulla è più forte della vita che rinasce anno dopo anno. Buona Primavera. Luna
domenica 15 marzo 2015
La fiaba più bella: CENERENTOLA !
Sono andata al cinema per vedere il secondo film della Walt Disney su Cenerentola. Si sono spente le luci e..., nel momento in cui il film è iniziato,... sono tornata all'infanzia e ai sogni ad occhi aperti, prima di addormentarmi, che questa fiaba alimentava.
E mi dicevo, mentre guardavo la famiglia amorevole e perfetta, mentre osservavo l'ambientazione fiabesca, gli abiti, gli arredi ecc.. mi dicevo" E' proprio come l'avevo immaginata!" Ho visto le mie fantasie giovanili e personali diventare collettive e condivise e dentro di me c'era un gusto di nostalgia ma anche di incanto. Che belle le trasformazioni, che ironia sottile e lieve occhieggiava nei dialoghi, nelle caratterizzazioni dei personaggi e nelle situazioni e....l'abito.... un sogno!
E finalmente un principe bello, buono, con un certo carattere, ma anche tanto dolce, innamorato e ricettivo ai sentimenti positivi e morali: assolutamente fiabesco!
E la matrigna così fascinosamente perfida, così teatrale, così crudele e falsa che spiega il perché dei suoi comportamenti attribuendoli ai lutti e alle perdite subite e alle necessità sue e delle figlie fa da perfetto contraltare a Cenerentola gentile, generosa, disponibile, rispettosa, semplice e spontanea che aveva subito ugualmente lutti e perdite e che era sola al mondo: semplicemente perfette !
E il finale dello scontro in due battute della protagonista, la prima con una netta condanna:" Tu non sei mia madre, non lo sei mai stata né lo sarai mai!"E l'altra con un pizzico di condiscendenza:"Ti perdono". Della serie anche le buone bambine sfoderano le unghie alla fine !
Anche l'insegnamento morale, un pò modernizzato, è una chicca!
Mi sono emozionata e vi invito a fare un salto nell'infanzia, al tempo delle fiabe, sapendo che durerà solo due ore esatte! Coraggio, merita. Luna
E mi dicevo, mentre guardavo la famiglia amorevole e perfetta, mentre osservavo l'ambientazione fiabesca, gli abiti, gli arredi ecc.. mi dicevo" E' proprio come l'avevo immaginata!" Ho visto le mie fantasie giovanili e personali diventare collettive e condivise e dentro di me c'era un gusto di nostalgia ma anche di incanto. Che belle le trasformazioni, che ironia sottile e lieve occhieggiava nei dialoghi, nelle caratterizzazioni dei personaggi e nelle situazioni e....l'abito.... un sogno!
E finalmente un principe bello, buono, con un certo carattere, ma anche tanto dolce, innamorato e ricettivo ai sentimenti positivi e morali: assolutamente fiabesco!
E la matrigna così fascinosamente perfida, così teatrale, così crudele e falsa che spiega il perché dei suoi comportamenti attribuendoli ai lutti e alle perdite subite e alle necessità sue e delle figlie fa da perfetto contraltare a Cenerentola gentile, generosa, disponibile, rispettosa, semplice e spontanea che aveva subito ugualmente lutti e perdite e che era sola al mondo: semplicemente perfette !
E il finale dello scontro in due battute della protagonista, la prima con una netta condanna:" Tu non sei mia madre, non lo sei mai stata né lo sarai mai!"E l'altra con un pizzico di condiscendenza:"Ti perdono". Della serie anche le buone bambine sfoderano le unghie alla fine !
Anche l'insegnamento morale, un pò modernizzato, è una chicca!
Mi sono emozionata e vi invito a fare un salto nell'infanzia, al tempo delle fiabe, sapendo che durerà solo due ore esatte! Coraggio, merita. Luna
sabato 14 marzo 2015
Primi distacchi
Su un ripiano della mia libreria c'è un aeroplano di carta, un semplice origami, che ogni tanto lancio per farlo volare nella stanza. Quell'aeroplano è, per me, il simbolo dei distacchi, delle perdite e delle nuove partenze per i nostri voli verso mete che non sempre conosciamo.
Ho parecchi nipoti e il più piccolo, a settembre, ha iniziato la prima elementare. Il suo primo giorno di scuola l'ho accompagnato e l'ho visto prima riluttante, poi serio si è guardato in giro, ha visto altri bambini come lui e, deciso, ha detto:" Perché quel bimbo piange? Bisogna andare avanti." E si è avvicinato al cancello per entrare.
Lui ha ripetuto parole che aveva già sentito dire dalla mamma e da tanti altri, non possiede ancora molta consapevolezza, ma ha capito che non poteva far altro che entrare.
Ma la mamma, che lo teneva per mano, ha sentito una stretta al cuore, un desiderio di pianto perché il suo bambino, il suo gioiello si allontanava da lei ed entrava nel" mondo degli altri".
Dopo aver vissuto il primo fortissimo distacco della nascita, poi quello del lasciarlo affidato ad altri, diversi da lei, per ritornare al lavoro,si è trovata ad emozionarsi per il suo"ingresso nella società". Quel piccolo essere umano usciva dalla sua sfera protetta, dallo sguardo attento dei suoi occhi e dagli insegnamenti solo genitoriali per rapportarsi con altre persone autorevoli, le insegnanti, e gestire le difficili dinamiche della classe, dei singoli compagni e delle prime amicizie. La sensazione di perderlo è forte, però ciò che si perde non è il figlio ma ciò che è destinato a cambiare.
Che duro lasciarlo andare, fa male aprire le mani che lo avevano preso, tenuto e sostenuto, quanto è difficile accettare di vederlo crescere e diventare grande; ma la vita ci prende a calci e ci spinge ad andare avanti! Luna
Ho parecchi nipoti e il più piccolo, a settembre, ha iniziato la prima elementare. Il suo primo giorno di scuola l'ho accompagnato e l'ho visto prima riluttante, poi serio si è guardato in giro, ha visto altri bambini come lui e, deciso, ha detto:" Perché quel bimbo piange? Bisogna andare avanti." E si è avvicinato al cancello per entrare.
Lui ha ripetuto parole che aveva già sentito dire dalla mamma e da tanti altri, non possiede ancora molta consapevolezza, ma ha capito che non poteva far altro che entrare.
Ma la mamma, che lo teneva per mano, ha sentito una stretta al cuore, un desiderio di pianto perché il suo bambino, il suo gioiello si allontanava da lei ed entrava nel" mondo degli altri".
Dopo aver vissuto il primo fortissimo distacco della nascita, poi quello del lasciarlo affidato ad altri, diversi da lei, per ritornare al lavoro,si è trovata ad emozionarsi per il suo"ingresso nella società". Quel piccolo essere umano usciva dalla sua sfera protetta, dallo sguardo attento dei suoi occhi e dagli insegnamenti solo genitoriali per rapportarsi con altre persone autorevoli, le insegnanti, e gestire le difficili dinamiche della classe, dei singoli compagni e delle prime amicizie. La sensazione di perderlo è forte, però ciò che si perde non è il figlio ma ciò che è destinato a cambiare.
Che duro lasciarlo andare, fa male aprire le mani che lo avevano preso, tenuto e sostenuto, quanto è difficile accettare di vederlo crescere e diventare grande; ma la vita ci prende a calci e ci spinge ad andare avanti! Luna
venerdì 13 marzo 2015
Chi ha bisogno dei romanzi rosa?
Una delle mie" roventi" passioni è leggere: mi è indispensabile come l'aria che respiro! Nelle scelte di genere amo spaziare e curiosare, per cui non ho nessun problema a dichiarare che ho letto la trilogia delle 50 sfumature, poi il primo libro della trilogia dello splendido disastro e prima ancora l'intera saga dei vampiri. Sono libri scritti da donne e sono romanzi rosa del "2000" ed hanno caratteristiche simili che vi elenco.
C'è un "LUI" giovane, maledetto, tormentato, deviato, problematico ma bello, prestante, fascinoso, senza problemi di soldi e, per motivi diversi, simbolo di successo.
C'è una"LEI"giovane, rigorosamente vergine, tormentata, speciale, attratta dal pericolo e pronta a rischiare, bella, brava nell'arte dello stop e go, che non dà importanza ai soldi.
La famiglia del lui è più presente e "normale" di quella della lei, probabilmente perché deve essere abbastanza libera e isolata per poter vivere pericolosamente la sua storia d'amore.
Ingredienti ovvi; grande attrazione sessuale, grande amore e tanti, tantissimi bisticci, incomprensioni, rapporti difficili con coetanei, problemi comportamentali e psicologici e pericoli che tengono alta la tensione . Ingredienti specifici: l'aspetto fantasy nella saga dei vampiri, nelle 50 sfumature l'aspetto erotico e sadomaso, in quella più recente (2013) la violenza e il gioco d'azzardo.
Il tema è l'amore totalizzante, l'attrazione altissima e costante e la salvezza dell'amato dai suoi problemi. Classico il lieto fine.
Le donne hanno sempre amato leggere i romanzi rosa perché sono come una glassa zuccherosa che ricopre i loro desideri e i loro bisogni.
Ho da porvi una considerazione e quattro quesiti. La considerazione è sulla fascia delle lettrici che si è ampliata: dai teenager alle donne mature! Le domande sono:
possibile che nel 2015 le donne siano ancora lì aggrappate al sogno del principe azzurro in versione contemporanea? Possibile che le donne credano di avere solo nelle loro mani la capacità di salvare il loro uomo? Possibile che il"grande amore" abbia ancora le caratteristiche di un amore adolescenziale? Questa ostinazione nasce da ottusità o delusione?
Sveglia donne, quella non è la realtà, è solo un dolcetto e non è detto, se se siete fortunate, che non riusciate a costruire insieme al vostro uomo "un amore vero".
Chi ha bisogno dei romanzi rosa? Cenerentola! Luna
C'è un "LUI" giovane, maledetto, tormentato, deviato, problematico ma bello, prestante, fascinoso, senza problemi di soldi e, per motivi diversi, simbolo di successo.
C'è una"LEI"giovane, rigorosamente vergine, tormentata, speciale, attratta dal pericolo e pronta a rischiare, bella, brava nell'arte dello stop e go, che non dà importanza ai soldi.
La famiglia del lui è più presente e "normale" di quella della lei, probabilmente perché deve essere abbastanza libera e isolata per poter vivere pericolosamente la sua storia d'amore.
Ingredienti ovvi; grande attrazione sessuale, grande amore e tanti, tantissimi bisticci, incomprensioni, rapporti difficili con coetanei, problemi comportamentali e psicologici e pericoli che tengono alta la tensione . Ingredienti specifici: l'aspetto fantasy nella saga dei vampiri, nelle 50 sfumature l'aspetto erotico e sadomaso, in quella più recente (2013) la violenza e il gioco d'azzardo.
Il tema è l'amore totalizzante, l'attrazione altissima e costante e la salvezza dell'amato dai suoi problemi. Classico il lieto fine.
Le donne hanno sempre amato leggere i romanzi rosa perché sono come una glassa zuccherosa che ricopre i loro desideri e i loro bisogni.
Ho da porvi una considerazione e quattro quesiti. La considerazione è sulla fascia delle lettrici che si è ampliata: dai teenager alle donne mature! Le domande sono:
possibile che nel 2015 le donne siano ancora lì aggrappate al sogno del principe azzurro in versione contemporanea? Possibile che le donne credano di avere solo nelle loro mani la capacità di salvare il loro uomo? Possibile che il"grande amore" abbia ancora le caratteristiche di un amore adolescenziale? Questa ostinazione nasce da ottusità o delusione?
Sveglia donne, quella non è la realtà, è solo un dolcetto e non è detto, se se siete fortunate, che non riusciate a costruire insieme al vostro uomo "un amore vero".
Chi ha bisogno dei romanzi rosa? Cenerentola! Luna
domenica 8 marzo 2015
Dove sono gli uomini?
Dove sono gli uomini in questa commemorazione annuale, in questa conta sempre più macabra e angosciante di scarpe rosse cadute e abbandonate per sempre dalle donne uccise violentemente?
Ho visto donne piangere, ho visto donne con lo sguardo di prede braccate, ho visto donne decise, donne che protestano, che urlano, che manifestano in silenzio col corpo e i gesti, che raccontano il loro calvario, insomma fanno, agiscono, reagiscono e muoiono anche per affermare il loro diritto umano a "vivere in piena libertà".
E gli uomini?
Parlo dei nostri uomini, padri, mariti, figli, nonni, quelli normali, civili, sani, rispettosi, non violenti, brave persone : da che parte sono in questa mattanza ?
Sono evanescenti, assenti, latitanti, indifferenti, novelli Pilato, silenziosi e.....omertosi !
La mia indignazione è tutta rivolta a loro! Gli Altri, quelli malati, deviati, quelli che perseguitano e uccidono, sono il Nemico da combattere e sconfiggere e rieducare , ma loro che potrebbero e dovrebbero essere al fianco delle loro donne nella lotta al male, non si espongono per una sorta di connivenza omertosa.
I compagni di vita, ma non di lotta, spariscono nello scenario della loro inesistenza e le donne?
Le donne si stringono l'una all'altra nell'abbraccio delle tante, tantissime sorelle.
Buon 8 marzo! Luna
Ho visto donne piangere, ho visto donne con lo sguardo di prede braccate, ho visto donne decise, donne che protestano, che urlano, che manifestano in silenzio col corpo e i gesti, che raccontano il loro calvario, insomma fanno, agiscono, reagiscono e muoiono anche per affermare il loro diritto umano a "vivere in piena libertà".
E gli uomini?
Parlo dei nostri uomini, padri, mariti, figli, nonni, quelli normali, civili, sani, rispettosi, non violenti, brave persone : da che parte sono in questa mattanza ?
Sono evanescenti, assenti, latitanti, indifferenti, novelli Pilato, silenziosi e.....omertosi !
La mia indignazione è tutta rivolta a loro! Gli Altri, quelli malati, deviati, quelli che perseguitano e uccidono, sono il Nemico da combattere e sconfiggere e rieducare , ma loro che potrebbero e dovrebbero essere al fianco delle loro donne nella lotta al male, non si espongono per una sorta di connivenza omertosa.
I compagni di vita, ma non di lotta, spariscono nello scenario della loro inesistenza e le donne?
Le donne si stringono l'una all'altra nell'abbraccio delle tante, tantissime sorelle.
Buon 8 marzo! Luna
sabato 7 marzo 2015
Pausa caffè?
La mia insegnante di informatica mi ha inviato una mail con un allegato:" Noi sopravvissuti: i bambini degli anni 50,60,70".
E' nato un breve scambio di opinioni su ieri ed oggi . A proposito di questo argomento tante sono le opinioni, i commenti, le valutazioni sulle diversità e i vari aspetti, io però vorrei far emergere la caratteristica dell'oggi che considero fondamentale: l' accelerazione!
Chi ne è responsabile? Il progresso tecnologico spinto dal nostro modello economico basato sul profitto e sul consumo e guidato da un pensiero di dominio.
Una notevole conseguenza è vivere sempre di più a "ritmi e in un tempo non a misura d'uomo".
Siamo continuamente spinti ad essere e dare "di più": di più intelligenti, di più di successo, di più connessi, di più vincenti, di più avanti, di più preparati, di più integrati, ecc.... e chi resta indietro? Peggio per lui !
Chi rimane indietro però è proprio "l'uomo" con le sue migliori qualità morali, spirituali, affettive, sentimentali, solidali, insomma quelle che ormai sono considerate un inutile bagaglio.
Siamo sempre più robotizzati, in concorrenza con gli strumenti tecnologici che rendono inutili anche le nostre abilità e, quando questi strumenti si guastano o vanno in palla, possiamo sostituirli o crearne degli altri ancora più complessi e continuare ad accelerare, sempre avanti; ma verso dove ?
Invece l'uomo quando si spezza o non funziona più bene, non si può sostituire, né si può costruire e né comprare perché è una creatura complessa, fragile, preziosa e .....unica. Dobbiamo aver cura della nostra"umanità" e darle il suo giusto "tempo" per essere il più possibile completa.
E allora prendiamolo questo tempo, iniziando da.....una pausa caffè.
Una pausa caffè è uno spazio-tempo di distensione, di respiro senza affanno e senza ansia. Ti consente di sorridere, di raccontare qualcosa di buffo , un pettegolezzo al volo, un problema impellente mentre prendi qualcosa di buono, energetico e caldo. Forza , prendiamoci un caffè!Luna
E' nato un breve scambio di opinioni su ieri ed oggi . A proposito di questo argomento tante sono le opinioni, i commenti, le valutazioni sulle diversità e i vari aspetti, io però vorrei far emergere la caratteristica dell'oggi che considero fondamentale: l' accelerazione!
Chi ne è responsabile? Il progresso tecnologico spinto dal nostro modello economico basato sul profitto e sul consumo e guidato da un pensiero di dominio.
Una notevole conseguenza è vivere sempre di più a "ritmi e in un tempo non a misura d'uomo".
Siamo continuamente spinti ad essere e dare "di più": di più intelligenti, di più di successo, di più connessi, di più vincenti, di più avanti, di più preparati, di più integrati, ecc.... e chi resta indietro? Peggio per lui !
Chi rimane indietro però è proprio "l'uomo" con le sue migliori qualità morali, spirituali, affettive, sentimentali, solidali, insomma quelle che ormai sono considerate un inutile bagaglio.
Siamo sempre più robotizzati, in concorrenza con gli strumenti tecnologici che rendono inutili anche le nostre abilità e, quando questi strumenti si guastano o vanno in palla, possiamo sostituirli o crearne degli altri ancora più complessi e continuare ad accelerare, sempre avanti; ma verso dove ?
Invece l'uomo quando si spezza o non funziona più bene, non si può sostituire, né si può costruire e né comprare perché è una creatura complessa, fragile, preziosa e .....unica. Dobbiamo aver cura della nostra"umanità" e darle il suo giusto "tempo" per essere il più possibile completa.
E allora prendiamolo questo tempo, iniziando da.....una pausa caffè.
Una pausa caffè è uno spazio-tempo di distensione, di respiro senza affanno e senza ansia. Ti consente di sorridere, di raccontare qualcosa di buffo , un pettegolezzo al volo, un problema impellente mentre prendi qualcosa di buono, energetico e caldo. Forza , prendiamoci un caffè!Luna
giovedì 5 marzo 2015
Fanciulla in fiore
La figlia di una mia amica ha compiuto diciotto anni ed è entrata nella giovinezza: un cambiamento, una nuova fase.
A diciotto anni si guarda avanti non indietro, neanche uno sguardo all'infanzia che si lascia definitivamente. Si tiene in gran conto sé stessi e i propri desideri, l'individualità è forte e i legami parentali si allentano e si assottigliano un pò. Le scelte sono varie e numerose, le possibilità e i sogni aspettano solo di essere realizzati, ci si crede invincibili ed eterni e non è contemplata alcuna sofferenza perché sarebbe un'ingiustizia. E' quasi un delirio di onnipotenza, un'ubriacatura di possibilità.
Ma la testa, ovvero la razionalità, la coscienza di sé, la consapevolezza che ogni scelta produce effetti collaterali imprevedibili, le responsabilità, dove sono?
Sono di là da venire.
Si dice che i bambini non si fanno tanto male perché sono protetti dagli angeli, secondo me, i giovani impegnano le intere schiere angeliche!
Eppure la giovinezza è necessaria, è l'apprendistato della vita adulta, un periodo ricco di nuove esperienze, di tentativi, di false partenze e ritorni, di ricerca e di esplorazione e di prove. E' il rito d'iniziazione della nostra società!
Spesso alla domanda:" Quale periodo della tua vita vorresti rivivere?" ho sentito molti rispondere:la giovinezza. Nella nostra società la giovinezza è mitizzata, è l'età dell'oro, è la fase ideale.
Io non la penso così, per me la fase ideale è dai trentacinque ai cinquantacinque anni! Ne parleremo spero, no?.... Per ora mi limito ad augurare, a tutte le persone che vivono questa fase della vita , di godere appieno della loro maturità perché sono all'apice del loro splendore e da fiore sono diventati frutti, da promesse realtà. Luna
A diciotto anni si guarda avanti non indietro, neanche uno sguardo all'infanzia che si lascia definitivamente. Si tiene in gran conto sé stessi e i propri desideri, l'individualità è forte e i legami parentali si allentano e si assottigliano un pò. Le scelte sono varie e numerose, le possibilità e i sogni aspettano solo di essere realizzati, ci si crede invincibili ed eterni e non è contemplata alcuna sofferenza perché sarebbe un'ingiustizia. E' quasi un delirio di onnipotenza, un'ubriacatura di possibilità.
Ma la testa, ovvero la razionalità, la coscienza di sé, la consapevolezza che ogni scelta produce effetti collaterali imprevedibili, le responsabilità, dove sono?
Sono di là da venire.
Si dice che i bambini non si fanno tanto male perché sono protetti dagli angeli, secondo me, i giovani impegnano le intere schiere angeliche!
Eppure la giovinezza è necessaria, è l'apprendistato della vita adulta, un periodo ricco di nuove esperienze, di tentativi, di false partenze e ritorni, di ricerca e di esplorazione e di prove. E' il rito d'iniziazione della nostra società!
Spesso alla domanda:" Quale periodo della tua vita vorresti rivivere?" ho sentito molti rispondere:la giovinezza. Nella nostra società la giovinezza è mitizzata, è l'età dell'oro, è la fase ideale.
Io non la penso così, per me la fase ideale è dai trentacinque ai cinquantacinque anni! Ne parleremo spero, no?.... Per ora mi limito ad augurare, a tutte le persone che vivono questa fase della vita , di godere appieno della loro maturità perché sono all'apice del loro splendore e da fiore sono diventati frutti, da promesse realtà. Luna
mercoledì 4 marzo 2015
Emozionarsi ancora, ancora e ancora
Sono andata a vedere una mostra di Origami.
Ero molto incuriosita dal perché il passa parola delle amiche mi
aveva consigliato di visitarla. Conoscevo già superficialmente quest'arte che
fa parte della cultura giapponese, così lontana ed estranea alla nostra, ed
anche se ogni manifestazione della manualità e creatività umana mi affascina,
in fondo pensavo che mi avrebbe lasciata fredda, semplice osservatrice.
Gli origami erano stupefacenti e rappresentavano i quattro
elementi: acqua, aria, fuoco, terra ed in più c'era il vuoto o spazio.
L'ambientazione, i sotterranei di Palazzo Barolo, era misteriosa con effetti di
luci e suoni suggestivi . Ma, sono rimasta senza fiato per l'emozione ,
quando sono entrata nella stanza dell'aria , dove uno sciame turbinante
di farfalle e libellule si librava nel vuoto che raddoppiava ai miei piedi a
causa di un pavimento-specchio. Era magico : ero una farfalla fra le farfalle!
Mi si è strizzato il cuore e mi sono sentita viva !
Emozioni così intense sono come un piccolo tesoro che rendono la
vita un'esperienza unica. Eppure... tanti le trattengono, le negano, non si
lasciano penetrare come fosse un difetto, una perdita di aplomb, di
imperturbabilità, di "dignità ?"
Che tempo strano è il nostro, pieno di contraddizioni: l'umano che
aspira ad essere inumano.
Dovremmo essere fieri di provare emozioni che rendono la nostra
vita unica e intensa. Io lo sono : sono la sola ? Luna
lunedì 2 marzo 2015
Equilibristi per necessità
Sto per andare in palestra, ma prima una pausa: prendo un caffè!
Ciclicamente cambio scheda per le mie attività fisiche ed ultimamente ho chiesto al mio" personal trainer" di inserire molti esercizi di equilibrio. Eh, sì mi sono resa la vita difficile, ma se frequento costantemente la palestra è per star bene , mantenere mobilità, flessibilità e prevenire incidenti come cadute, slogature, lesioni ecc...
Mentre lavoravo con gli attrezzi su una tavoletta basculante mi sono resa conto che" mantenersi in equilibrio" è una delle leggi per affrontare la vita quotidiana che, a sua volta, non è né ferma né stabile. La nostra, a differenza da un passato neanche tanto lontano, è una quotidianità velocemente mutevole che ci spinge a prendere decisioni estreme tra aspettative e possibilità,tra il sé e gli altri, tra scelte individuali e legami parentali, tra il lavoro e gli affetti ecc... Trovare un equilibrio tra opposte tendenze, una sorta di conciliazione, uno stadio intermedio o una giusta miscela degli ingredienti è un impegno personale e soggettivo.
Potrei continuare e lo farò, ora il punto è : avere la consapevolezza di dover essere equilibristi per evitare di cadere e farci male. Come sappiamo di esserci riusciti?
Quando stiamo bene dentro.
Siete d'accordo?
E ora vado. Luna
Ciclicamente cambio scheda per le mie attività fisiche ed ultimamente ho chiesto al mio" personal trainer" di inserire molti esercizi di equilibrio. Eh, sì mi sono resa la vita difficile, ma se frequento costantemente la palestra è per star bene , mantenere mobilità, flessibilità e prevenire incidenti come cadute, slogature, lesioni ecc...
Mentre lavoravo con gli attrezzi su una tavoletta basculante mi sono resa conto che" mantenersi in equilibrio" è una delle leggi per affrontare la vita quotidiana che, a sua volta, non è né ferma né stabile. La nostra, a differenza da un passato neanche tanto lontano, è una quotidianità velocemente mutevole che ci spinge a prendere decisioni estreme tra aspettative e possibilità,tra il sé e gli altri, tra scelte individuali e legami parentali, tra il lavoro e gli affetti ecc... Trovare un equilibrio tra opposte tendenze, una sorta di conciliazione, uno stadio intermedio o una giusta miscela degli ingredienti è un impegno personale e soggettivo.
Potrei continuare e lo farò, ora il punto è : avere la consapevolezza di dover essere equilibristi per evitare di cadere e farci male. Come sappiamo di esserci riusciti?
Quando stiamo bene dentro.
Siete d'accordo?
E ora vado. Luna
domenica 1 marzo 2015
Sono Luna
Sono Luna: Luna che pensa, Luna che parla, Luna che cambia, Luna che illumina, Luna che ascolta, Luna che propone.
Cosa Propongo?
Una pausa per prendere un caffè, vero o metaforico, e scambiare due chiacchiere o un consiglio o una riflessione o una parola di conforto.
Ne hai bisogno?
Ci stai?
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