Quante volte abbiamo posto o subito , nel corso del nostro cammino, le cosiddette "domande tormentone" ? Sono quelle domande innocue o indiscrete o maliziose che facciamo per informarci o per curiosare o per valutare il vissuto privato degli altri.
" Vai già a scuola? ", " Ti piace studiare? ", " Che classe fai? ", " Vuoi bene più a mamma o a papà? ", " Hai il/la fidanzato/a? ", " Che fai ora, lavori? ", " A quando le nozze? ", " Bambini? ", "E il secondo? ", " E la casa è tua? "
Ma la domanda principe è: " Quanti anni hai? "
Ad un certa età ( più o meno intorno ai quarant'anni ) questa domanda non è solo informativa della quantità di esperienze, conoscenze e crescita da attribuire ad una persona ma contiene una valutazione sociale e comparativa.
La nostra società attuale dà troppa importanza al binomio bellezza-giovinezza che è utilizzato come metro di paragone per valutare, etichettare, spettegolare ed inserire in modo quasi immediato in queste quattro categorie: giovane-vecchio, bello-brutto.
Noi, esseri umani, siamo come diamanti lavorati dalle molte sfaccettature: ridurre la varietà fisica, intellettiva, caratteriale, spirituale , morale, comportamentale solo a quelle quattro categorie non è possibile come non lo è ritenerle così fondamentali !
Solitamente non rispondo a questa domanda perché non accetto di essere etichettata da una cifra. Visivamente ci si rende conto in quale fase della vita sono le persone con le quali interagiamo e ciò dovrebbe bastare ad orientarci, no? Perché dobbiamo operare sempre un confronto, una competizione basata su due fattori, al di fuori del nostro controllo, come la bellezza e lo scorrere del tempo?
In realtà la domanda è: " Quanto sei vecchio/a ? "
La vecchiaia e il decadimento fisico spaventano, la vecchiaia rende brutti e l'imperativo categorico della nostra società dell'apparire è" essere giovani e belli" .
Eppure la nostra società è formata da tantissime persone mature, perché viviamo più a lungo ed il periodo che è diventato più lungo è la vecchiaia, che ci consente di vivere la vita e non morire! Luna
Molto simpatico questo post! Chi vuole sapere l'età degli altri in realtà spera sempre poi di poter pensare:"come se li porta male..... peggio di me!"
RispondiEliminaGli anni sono quelli che una persona si sente, non quelli che effettivamente ha. Certo, anagraficamente puoi essere piccolo, giovane, maturo, vecchio, ma quante persone dimostrano più degli anni che anno? Quanti invece meno? Ebbene, ribadisco che l'età o gli anni di una persona sono quelli prettamente spirituali. Inoltre il fisico si può curare con un pò di buona volontà ed amor proprio, cercando di rallentare con l'attività sportiva gli acciacchi che inevitabilmente si fanno vivi dopo "una certa età", non certo uguale per tutti. Siamo persone, non numeri, e l'età che dimostriamo lo dobbiamo solo a noi stessi, e non a termini di paragone convenzionali. Chi spesso vive di competizione con gli altri, nel suo inconscio soffre inevitabilmente di un "complesso di inferiorità". Non lo dico io, ma un certo Sigmund Freud.
RispondiEliminaHai ragione Daniela, e questo è l'altro motivo per cui mi sottraggo a questa domanda e alla conseguente risposta che portano all'innesco immediato di due sentimenti che non considero positivi : la soddisfazione di sentirsi "più " di un altro o l'invidia nei confronti di un altro. Io ho bisogno di buoni sentimenti. Luna
RispondiEliminaLe risposte alle tue due domande, ammesso che ci interessino, non sono da valutare solo dal punto di vista fisico ma nel complesso della personalità esaminata, come pensi anche tu. Conservare sempre un aspetto dignitoso, curato e piacevole per sé e per gli altri è una norma di civiltà oltre che un dovere verso sé stessi. Luna
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