Non ho mai avuto preferenze tra il Presepe e l’Albero, nonostante le
mie origini campane che dovrebbero farmi preferire il Presepe con le classiche
statuine napoletane.
Quando ero una ragazzina, poiché mia mamma non era
molto propensa ad impiegare il suo “prezioso” tempo in queste attività
accessorie, sono stata io con i miei
fratelli più grandi a costruire, con materiale di fortuna, le casette, il
castello di Erode, il ponte, gli alberelli e un po’ per volta il nostro Presepe
casalingo, un po’ sghembo, molto economico veniva assemblato in attesa di
inserire statuine vecchie e non sempre intere che lo popolavano. I fratelli
piccoli erano, poi, invitati a guardare ed a tenere le mani a posto. Ricordo
che le pecore vagavano, per giorni ,in ogni direzione, spostate da manine
anonime e pruriginose.
L’Albero, piuttosto spelacchiato, veniva decorato,
a porte chiuse a chiave, sempre per evitare le manine distruttive e l’esuberanza
dei più piccoli. Ma poi che gioia, che splendore: eravamo abbagliati dal
risultato!
Durante gli anni della mia adultità, io e mio marito, che, contrariamente a
tanti uomini, amava sia addobbare l’Albero sia costruire il Presepe, ci siamo
lanciati in sperimentazioni varie. Il Presepe era progettato e costruito in
modo stabile nelle sue parti sceniche e, per un po’ di anni, aggiungevamo solo
le statuine e gli animali apportando qualche piccola novità. Uno dei primi era
formato da una grande capanna in primo piano su un lato, qualche piccola casa
in lontananza sul fondo e nello spazio tra questi due elementi c’era una vasta
campagna. Dalle case iniziava una processione di pastori, viandanti, gente con
doni, di grandezza diversa, piccoli i più lontani e sempre più grandi in
prossimità della capanna, che avanzava per partecipare all’evento. Un colpo d’occhio
straordinario. Poi c’è stato il Presepe-capanna per gli speleologi: una capanna
gigante che era un complesso sistema di grotte comunicanti dove avveniva tutto e
così via.
Era
entusiasmante creare un nuovo Presepe! Così pure le decorazioni dell’Albero:
ricordo stelle di carta colorata, oggetti lignei, cuori rossi di stoffa ecc…
Era un lavoro vissuto insieme, una condivisione fruttuosa e alla fine eravamo
noi, i pastori, che offrivamo il nostro contributo allo spirito del Natale.
Oggi da artefice sono passata al ruolo di aiutante di mia figlia e mio nipote che
sono degli entusiasti scoppiettanti: per loro non è mai abbastanza! Non un
albero ma tanti, un Presepe che è un lungo serpentone con ambientazioni che si
susseguono e sembrano non voler mai finire e…decori, luci, palle di stoffa,
rami di abete, ghirlande ecc…..
Il mio Natale non è mai stato povero di simboli: l’amore, l’armonia, la letizia, l’unione.
E il vostro com’è ? Luna
Il Natale è per me,la più bella festa! Una festa che non ha la durata di un giorno! I giorni che la precedono sono per me ricchi d'atmosfera,di luci,di addobbi,di cose belle che mi riscaldano il cuore e mi fanno sentire in pace col mondo,in perfetta armonia...mi rendono felice. Ho ancora un cuore di fanciulla? Non so,so solo che attendo il Natale con entusiasmo e mi preparo a condividerlo con i miei figli e tutti i familiari che amo. AUGURI Luna!
RispondiElimina"Ma a te… te piace 'o presepe??" "No. Nun me piace. Voglio 'a zuppa 'e latte!" Così l'orgoglioso Eduardo De Filippo si rivolgeva all'indolente figlio Luca, il quale mostrava al padre il più ampio disinteresse verso una delle tradizioni più belle e significative d'Italia: il presepe. Anche l'albero di Natale, sebbene di origine più nordica, è molto rappresentativo per quanto riguarda le feste natalizie! Io preferisco di gran lunga il presepe, forse perché sono un amante dei plastici e dei paesaggi riprodotti in scala, e forse anche perché mi ricorda l'infanzia. In particolare il bellissimo ed immenso presepe a casa dello Zio Ciro, che con gran cura preparava l'8 dicembre di ogni anno. Non saprei esprimermi sulla nuova generazione, ma ti assicuro che la mia è molto legata alla tradizione natalizia. W il presepe, W il Natale!!!
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