Appena compiuti i diciotto anni ho conseguito la
patente. Da allora guido ed uso ogni volta le
frecce per segnalare agli altri
utenti della strada i miei cambi di direzione e posizione, necessari per
evitare incidenti con conseguenze imprevedibili. Accostarsi, partire, svoltare
a destra o a sinistra, sorpassare, rientrare, immettersi in una rotonda e
segnalarne l’uscita, sono operazioni che rendiamo note attraverso l’accensione
di una lampadina posizionata a destra o a sinistra del nostro veicolo.
Ora, non si usa (quasi) più mettere le frecce!
Si sfiora l’incidente in continuazione, bisogna
indovinare cosa vorrà fare l’auto che ci precede o quella che si immette da una
strada laterale o quella che entra in una rotonda. E’ una continua lotteria e l’attenzione
alla guida deve essere elevatissima.
Ma perché questi
comportamenti? Perché siamo più incuranti o irresponsabili o confusi o
indecisi…..?
Rientra nei comportamenti civili che si sono
trasformati per superficialità e trascuratezza in incivili? Oppure il problema
è più ampio e investe la nostra intera
quotidianità dove regna la confusione, l’indecisione e l’ansia. Ci sono troppe possibilità, troppe opportunità,
troppe scelte, troppe incombenze, troppi impegni e così poche frecce o
indicazioni che ci “guidano” nella “giusta” direzione per noi?
E’ possibile che alla guida della nostra vita
quotidiana noi ci sentiamo insicuri, indecisi, confusi, sommersi dalle troppe
strade che possiamo imboccare e dai troppi punti di arrivo che possiamo
raggiungere? Andiamo avanti a tentativi, con brusche interruzioni, con l’ansia
di aver sbagliato o di aver tralasciato la scelta più adatta per noi? Pensiamo
agli esempi più banali: quale scuola scegliere per i figli? Quale sport
praticare? Quale dei tanti prodotti acquistare? Quale compagnia telefonica,
elettrica, assicurativa ci offre il miglior contratto? Ecc…. E più aumentano le
proposte, le offerte, le possibilità e più aumenta la nostra confusione. Forse questo annebbiamento
delle facoltà decisionali si ripercuote in tutti i nostri comportamenti e
decidere se girare a destra o a sinistra è qualcosa che non riusciamo a
segnalare perché è fatto all’ultimo istante. Voi che ne dite? Luna
Mi trovo profondamente d'accordo con te! E chi meglio di me? Il mancato utilizzo delle frecce (indicatori di direzione) avviene per due semplici motivi: indolenza e menefreghismo = stupida ed egoistica inciviltà! Il perché? E' un lungo discorso che riflette una problematica sociale e comportamentale, soprattutto dei nostri giorni. Prevale l'indolenza ed il menefreghismo, prima citati, che stupidamente hanno il sopravvento sulla prudenza e sulla personalità individuale. Perché questo comportamento? Semplice, perché lo fanno anche gli altri. Quindi il problema è sociale, ma non solo per quanto riguarda il Codice della Strada. Cosa mi dici dell'assalto ai supermercati prima di Natale? E le partenze poco intelligenti per le vacanze estive? E gli Stadi di calcio super affollati, ed i teatri poco frequentati? Cara Luna, è più facile essere pigro, menefreghista, noscente, stupido ed impersonale, come il gregge, anziché assumere le proprie responsabilità civili e individuali. Bella la tua metafora inerente alla vita in generale!
RispondiEliminaNe avevo il sospetto, la "pecorite acuta" è sempre rassicurante e mimetizzante. Aspetto di sentire anche altri commenti per mettere a confronto diverse opinioni. Luna
RispondiEliminaEffettivamente si assiste quotidianamente ad un fenomeno di omologazione generale di pensiero,atteggiamenti mentali,forme di gestione della vita sociale e personale..Una sorta di appiattimento del pensiero critico individuale,sotto l'incessante pressione mediatica esercitata pesantemente e dell'onda consumistica ispirata da televisione,mezzi di comunicazione di massa,internet,ecc..Tale "inconscia"manipolazione della nostra mente produce un condizionamento che ci induce ad adottare modi comuni di comportamento sociale,obbedendo ad un codice invisibile..ma potente.Spesso ci si vergogna quasi di esprimere opinioni divergenti dal "senso comune",che possano in qualche modo contraddire il sistema vigente delle idee..E' come una "paura del vuoto","horror vacui",una specie di vertigine che ci priva della nostra sicurezza e determinazione..Un antidoto efficace,secondo me,sarebbe di difendere e coltivare il nostro"giardino segreto"del nostro cuore e della nostra mente,mantenendo la freschezza e l'originalita'del nostro "IO".
RispondiEliminaciao Luna questa volta ti ho beccato! hai cominciato con le frecce e sei andata a snidare un argomento ben più globale e complicato la complessità del vivere di oggi e la nostra più comune reazione. La confusione!
RispondiEliminaIl mio pensiero è che il mondo di oggi sia complesso (e non complicato intendiamoci). eh si perché un problema complicato è difficile ma ha una sola risposta che sarà quella giusta. Invece un sistema complesso è correlato quindi non c'è una risposta sola giusta ma molte che a loro volta genereranno reazioni a catena etc etc. quindi l'uomo di oggi è perennemente confuso! Ovviamente! chi non lo è? Basta andare davanti ad uno scaffale di un supermercato per scegliere un pacco di biscotti.... e ci passerete 15 minuti di confusione per via del troppo che ci viene offerto.
Penso che la capacità che dovremo acquisire sarà nel cavalcare la complessità e dipanare la matassa per trovare buone soluzioni, un pò come creare rotonde invece di semafori!
ciao
Orsa, bella la tua risposta perché ci offre una soluzione alla continua confusione ed inoltre non mi fa sentire come una poveretta un pò rincoglionita. Quindi non arrendersi alla confusione, valutare le connessioni e trovare buone soluzioni. Mettiamoci all'opera! Luna
RispondiElimina