domenica 13 marzo 2016

I HAVE A DREAM

Ho un sogno anch’io, come M. Luther King, e non molto dissimile dal suo.
Io sogno che gli uomini non usino più nessuna forma di violenza sulle donne. Io sogno un mondo dove l’uomo e la donna vivano uno accanto all’altro in armonia e non l’uno contro l’altro.
Sono enormemente afflitta da tutte le morti violente in ambito familiare e non , perpetrate da uomini che dicono di amare mentre ciò che hanno nel cuore è rivalsa e odio e nella testa solo follia.
Durante tutto l’anno ho sentito denunce a vari livelli, voci maschili unirsi alle tante voci femminili per discutere e analizzare il fenomeno. Ho letto libri che ne raccontavano le tante storie, ho visto programmi televisivi che mostravano tutte le varie fasi che portano all’assassinio o all’abuso sulla donna, ma tutto ciò non è servito a fermare questa mattanza!
Non è adeguato quello che noi con la nostra indignazione e gli studi, le parole e le manifestazioni abbiamo fatto, non sono adeguate le nostre leggi, non è adeguato l’intervento dello Stato: non è abbastanza !
A livello culturale e sociale è necessario che i genitori, soprattutto le donne, così presi da tante attività, sempre di fretta e perennemente in tutt’altre faccende affaccendati, si fermino a pensare a quanto sia importante educare i propri figli a credere che l’uomo e la donna siano esseri umani uguali nella loro diversità di genere e che nei rapporti tra esseri viventi la violenza deve essere bandita. Bisogna cancellare il modello culturale maschilista che, sebbene ormai vecchio e superato, non è ancora stato accettato e assimilato dagli uomini. Crediamo che la nostra società sia ”evoluta”, ma sono gli uomini che non lo sono!
Bisogna chiedere ed approvare leggi molto più incisive nel prevenire e nell’evitare tragedie. Di fronte ad una denuncia di persecuzione o di maltrattamenti ci deve essere un fermo e un controllo medico per stabilire se bisogna intraprendere immediatamente un percorso riabilitativo obbligatorio per ristabilire il controllo delle pulsioni violente. Insomma: se c’è una “bestia feroce” in circolazione, non la si lascia libera di andare di qua e di là a ferire ed uccidere , ma si interviene per renderla inoffensiva, no?
Perché noi, persone sane, non diamo alla “VITA” il valore primario che le spetta e non facciamo di tutto per tutelarla e proteggerla? Quando la vita si spegne, con dolore e terrore, restano solo macerie e non c’è più nulla che si possa fare.
E’ stato un triste 8 Marzo, sebbene si celebrassero i 70 anni del primo voto delle donne italiane, perché il cammino dei nostri diritti è ancora lungo, ma il primo diritto che dobbiamo rivendicare è quello di non dover più subire alcun tipo di violenza da parte dell’uomo.                                  Luna








6 commenti:

  1. Hai la mia più completa approvazione! E' fuori dubbio che uomini e donne hanno gli stessi diritti, ed è fuori dubbio che qualsiasi forma di violenza debba essere combattuta! Purtroppo la donna è fisicamente più debole dell'uomo, e quest'ultimo vigliaccamente se ne approfitta quando non riesce ad imporre la sua debole personalità. Il violento è fondamentalmente un insicuro che crede di farsi rispettare o comandare a suon di botte e insulti verbali. E' molto difficile intraprendere un percorso di recupero per tali persone, ma qualcuno ce l'ha fatta. Per fortuna il mondo sta andando, anche se lentamente, verso una direzione: sempre più rispetto nei confronti delle donne! Abbi fede, Luna: la strada è ancora lunga da percorrere, ma tanti uomini come me l'hanno già intrapresa. W le donne!!!

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  2. Carissima Luna,di ritorno da un lungo ed emozionante viaggio,ti scrivo.Indubbiamente,oltre l'immagine di superficie,la societa' italiana nasconde nelle sue pieghe segrete realta' inquietanti di violenze,umiliazioni.prevaricazioni nei confronti del mondo femminile,fino all'omicidio!Mariti,amanti che ,nel momento dell'abbandono da parte delle loro compagne,per affermare il loro assurdo concetto di presunta "virilita'"usano violenza estrema ,sia fisica che morale..Proprio nel "nido familiare" si consumano tali atrocita'!!Carenza legislativa,certamente ma anche,io penso,necessita' di intervenire con azioni educative volte ad affermare i diritti e la dignita' delle donne.Un abbraccio,mia cara Luna,a presto,Giovanna.

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  3. Ciao Luna ,ho letto il tuo post e non posso evitare di intervenire.Parli della violenza che noi donne,ancora oggi, subiamo.Tema particolarmente scottante per me che vivo da sola per non accettarla più. Ritengo che oggi più che mai, non si possa vivere con un uomo.Il conflitto nella coppia è più che mai presente!Il cammino è lungo perchè l'uomo non si rassegna a cedere un potere,da sempre goduto. Ciao Luna. Tiziana.

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    1. Uno dei più gravi errori è generalizzare. Ed io, permettimelo, ne sono la prova vivente! Non si può vivere con un uomo violento, ma con un uomo non violento si. E noi uomini non siamo tutti uguali. Come del resto voi donne. Medita su questo!

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  4. Abbiamo aggiunto all'impegno educativo delle e nelle famiglie anche l'impegno delle istituzione scolastiche nell'operare un indispensabile cambiamento culturale nei giovani(grazie del suggerimento, Giovanna). Capisco il senso di ciò che afferma Tiziana, il rapporto di molte coppie è basato sul conflitto, sullo scontro di potere e, oggi, la donna non tollera di subire, sacrificarsi e tacere. Ma, come ci ricorda Daniele, c'è l'uomo nuovo che sta imparando un nuovo modo di rapportarsi con la donna, fuori e dentro la coppia. Di fronte però a tutte queste vittime, mi sento di dire che, di uomini moderni, non ce ne sono a sufficienza e che dovrebbero darsi da fare a modificarsi in fretta! Luna

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  5. Concordo con te... Come madre trovo difficile crescere un figlio maschio. Il rispetto per la donna lo insegna prima di tutto l'esempio in casa. Ma è difficile insegnare qualcosa che richiede un grosso impegno: il prendersi cura dell'altro. Questa è la vera sfida.

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