domenica 8 maggio 2016

E' ora del cambio di stagione!

Tutti, per esperienza diretta o indiretta, sanno che,  ogni  anno in ogni casa, vi sono due cambi di stagione: invernale ed estivo. Le stagioni intermedie si accodano con grazia alle due principali. E’ una gran fatica: scegliere ed eliminare i capi obsoleti, smacchiare e lavare tutti quelli che ne hanno necessità, piegarli o imbustarli per riporli ordinatamente per la stagione successiva, tirare fuori quelli riposti nel cambio precedente, sistemarli adeguatamente a portata di mano per essere utilizzati. Anche le borse e le scarpe richiedono la stessa cura e lo stesso trattamento. Anno dopo anno, i cambi di stagione servono anche a riordinare i nostri armadi, i cassetti e le scarpiere.
La nostra società è chiamata “dei consumi” ma spesso non è altro che la società dell’eccesso, del superfluo e dello spreco. Se osserviamo le nostre case con un minimo di spirito critico, dobbiamo concordare che non solo gli armadi, i cassetti e le scarpiere sono piene di abbigliamento, ma è tutta la casa che è piena di: documenti, foto, “ciapa puer”(soprammobili in lingua piemontese), libri, riviste, apparecchi elettronici, dvd, quadri, tappeti, mobili ecc… Un’infinità di oggetti!
Le nostre case sono piene perché accumuliamo, non riusciamo a disfarci di ciò che abbiamo e continuiamo ad acquistare in modo “quasi” ossessivo e compulsivo spinti dal desiderio di possedere e di gratificarci e di apparire. Il problema del troppo pieno è aggravato poi dal disordine se, chi vi abita, non è ordinato o chi lo è, resta sopraffatto dall’accumulo e dal disordine altrui.
La prima domanda è: abbiamo veramente bisogno di tutta questa “roba”?
Personalmente sono una persona ordinata: un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Confesso però che ho una grande difficoltà ad eliminare degli oggetti che sono per me l’aggancio a ricordi e situazioni che amo rivivere. Resta il fatto che la mia casa è piena e racconta ma, per poter acquistare, ogni tanto, qualcosa di nuovo o di significativo di ulteriori esperienze, non basta ricorrere alla regola di mio marito: se entra qualcosa ne esce un’altra.
Mi sono, allora, avvicinata al Giappone! L’anno scorso girava, tra le accanite lettrici, il libro di Marie Kondo “Il magico potere del riordino”. L’autrice ha messo a punto un metodo che garantisce l’ordine e l’organizzazione degli spazi domestici e degli uffici. In Giappone l’ “arte del riordino” è una vera e propria forma di cultura perché, oltre ad un risultato pratico, produce anche  incalcolabili vantaggi spirituali in quanto apre la porta all’introspezione e alla conoscenza degli spazi interiori. Per questo viene definito “magico potere”. Un drastico cambiamento culturale per noi! WUAOH!
Seconda domanda: assodato che non è positivo avere le nostre case così piene, non è possibile trovare un metodo che cerchi di instaurare un equilibrio tra essenziale ed eccessivo? E tra ordine e caos?                          Luna   




9 commenti:

  1. Carissima Luna,un tema attualissimo da affrontare:il rapporto tra utile,necessario e superfluo in un'eta'storica in cui l'unico obiettivo per l'individuo sembra sia quello di "possedere",di accumulare,invece di quello di "essere"..Oggi,nella nostra societa'l'unico valore da acquisire e vantare pare sia proprio il "superfluo"che e' diventato nel modo piu' assoluto il vero indispensabile bene,in sostituzione del "necessario".Nella societa' contadina e patriarcale si mirava a conservare ogni capo di vestiario e perfino il pane,che veniva ,anche se dopo giorni,riciclato in vario modo!La famiglia era fondata sulla concezione del risparmio e del sacrificio,non dello sperpero e del facile consumismo..Altri tempi,certo,ma in cui i valori della semplicita' e della parsimonia prevalevano in modo evidente.Un affettuoso abbraccio,Giovanna.

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  2. Il tuo commento dà una risposta affermativa alla prima domanda in quanto, tu dici, il superfluo è diventato un valore oggi. Ero poi in attesa di un tuo metodo per ovviare all'accumulo e al disordine delle nostre case, ma sto ancora in stand by. Luna

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    1. Carissima Luna,ti devo confessare che,a riguardo,non possiedo alcun metodo per ovviare al problema,se non quello di donare alle organizzazioni benefiche,di tanto in tanto,capi di abbigliamento che non indosso piu' per varie ragioni..Solo cosi' riesco a mantenere gli equilibri ..domestici!Ti abbraccio con affetto,Giovanna.

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  3. Il cambio di stagione? Cos'é? Esistono ancora le stagioni? Scherzi a parte, rispondo subito alla prima domanda: NO...non abbiamo bisogno di tutta questa roba, ma l'accumuliamo lo stesso per un bisogno indubbiamente psicologico! Risposta alla seconda domanda: SI...è possibile trovare persino un ordine nel proprio caos, ma è una questione prettamente soggettiva, personale, che non riguarda la sfera dell'assolutismo universale! Cara Luna, qualcuno mi ha sempre definito un criceto, chissà perché? Forse perchè sono tenero e peloso? Non credo! Io sono un terribile e compulsivo accumulatore di ogni genere, a differenza di mia moglie che è una terribile e compulsiva sbarazzatrice di ogni cosa! Visto? Ecco il mio equilibrio, il mio ordine! Quando scoppierà casa mia per le tante cianfrusaglie, capirò solo allora che...mia moglie...mi avrà per davvero lasciato...sigh !!!

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  4. Non sono tanto desiderosa di dire la mia, perché rappresento un caso patologico o, spero, lo ero!
    Ho avuto, infatti, un periodo, non breve, dove acquistare e possedere le cose, era un desiderio irrefrenabile.
    Un desiderio che mi tormentava e che si placava solo dopo l'acquisto, ma che riprendeva subito dopo la consegna dello scontrino.
    In questo modo ho accumulato di tutto: capi di vestiario di ogni tipo, oggetti (Thun), scarpe, borse, gioielli, ecc. Una quantità tale da non riuscire a gestire e a....ricordare. Il motivo è facile da dedurre: ero infelice, insoddisfatta e soprattutto sola, nonostante fossi ancora maritata.
    Il trasloco mi ha imposto di eliminare l'accumulo e anche di analizzare il mio comportamento. Ora penso di aver raggiunto un equilibrio e mi auguro di mantenerlo.
    Riguardo all'ordine, mi ritengo ordinata. Per me è una necessità, un bisogno perché mi dà serenità, sicurezza, controllo. Ciao Luna, un bacio!

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  5. Purtroppo non sono ordinata e a casa mia spesso c'è tanto disordine che sembra siano passati i ladri.... Comunque se dipendesse solo da me abbraccerei la religione del "LESS IS MORE", ma purtroppo sono sposata con un uomo con la mania dell'accumulo. Allora che faccio? Mi libero del marito? Consigliatemi voi!

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    1. No, non farlo, altrimenti dove sarebbe la compensazione? Pensa se non ci fosse tuo marito! Tutto attorno a te sarebbe vuoto, moralmente, psicologicamente e fisicamente! "Less is more"? Meglio di no!

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  6. E' stato molto interessante questo scambio di opinioni! Vediamo un pò quali conclusioni trarne. Siamo tutti d'accordo che possiamo fare tranquillamente a meno di una tale quantità di cose, ma ci sono bisogni sociali e psicologici che ci spingono e che non riusciamo a contrastare. Personalmente ho imparato che se rifletto un pò su ciò che vorrei comprare e possedere, rimandando di qualche settimana l'acquisto, riesco a controllarmi, soprattutto pensando allo spreco, all'ambiente e alla povertà. Avete individuato anche l'unico metodo per evitare di essere sommersi: eliminare, buttare,regalare e non importa chi lo faccia. Invece per il metodo di riordinare siamo ancora molto impreparati.Per quanto mi riguarda penso che l'ordine, nei limiti di una sana normalità, sia un bene che ci migliora la vita. Luna

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  7. Ciao a tutti che bello questo scambio mi é piaciuto moltissimo leggerlo. Allora ecco il mio commento. Io sono all'essenziale sono molto legata alle persone e per niente alle cose. Amo donare praticamente tutto. Nella mia vita per due volte ho perso tutto e....si sopravvive non si ha bisogno di molte cose. Per vivere felici si ha bisogno di essere amati e di donarsi. Questo ovviamente é solo il mio punto di vista.

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