lunedì 7 novembre 2016

Invito

Il primo post di Novembre è un invito che rivolgo ai miei follower. Vi pongo una domanda: “C’è stata, in qualche momento o per lunghi periodi della vostra vita, una persona importante, una guida fidata o un faro nella nebbia o una candela che ha illuminato il vostro buio? Volete parlarmene?                 Luna


  


                  
  
     





     

       




                                                                                                  
     





4 commenti:

  1. Era il 1971 quando l’ho conosciuto per la prima volta. Avevo 6 anni e lui 25. E’ subito nata una grande intesa tra noi due, come tra un padre ed un figlio. Sin da quella lontana estate ho ricevuto più insegnamenti da lui che dal mio stesso papà, di gran lunga più grande e meno vicino alla mia generazione. Quell’uomo, fidanzato e futuro marito di mia sorella, mi ha fatto capire che non esisteva solo il mio paese, ma il mondo intero. Nel 1978 mi ha portato con sé in Yugoslavia e nel 1982 a Marina di Camerota. Ricordo che mi ha sempre spinto ad avere fiducia in me stesso, infondendomi coraggio e buona volontà. In me vedeva un ragazzo molto intelligente, ma indolente ed insicuro. Gli facevo rabbia quando lo schiaffeggiavo con la mia pigrizia, ma lui non ha mai mollato la presa. E nel 1986 il suo trionfo: il mio definitivo arrivo a Torino, dove ho realizzato quella che oggi è la mia vita. Grazie a lui ed alle sue amicizie ho cominciato a lavorare nel 1994, ed era sicuro che gli avrei fatto fare una bella figura. Persino negli studi universitari mi ha seguito, quando finalmente nel 1997 sono finalmente riuscito a laurearmi. Oggi il ragazzo indolente non esiste più, l’insicurezza è solo un lontano ricordo, ma il mio cuore ha perso un pezzo molto prezioso. Due anni fa mi ha salutato per un viaggio molto lontano, dove tutti, prima o poi, siamo destinati. Quell’uomo un giorno lo rincontrerò e potrò infinitamente ringraziarlo per tutto quello che ha sempre fatto per me. Il suo nome era, è e sarà Renato, mio cognato!

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  2. Carissima Luna,avevo sedici anni e frequentavo il primo liceo classico,vivevo a Bari con la mia famiglia e ,fino a quel momento,non mi ero mai allontanata da casa,se non per le vacanze estive,per lo piu' in montagna ad Auronzo di Cadore,in compagnia dei miei genitori e dei miei fratelli.Mi invito' a Milano mio zio Nicola,che viveva nella metropoli lombarda da moltissimi anni,essendo partito giovanissimo dalla citta' di Barletta per inseguire i suoi sogni di chimico farmaceutico.Con la sua guida visitai i monumenti di Milano ed in seguito,insieme con la zia,proseguimmo il viaggio per Sanremo,dove ci fermammo per alcuni giorni,soggiornando in hotel.Una bella mattina mio zio Nicola decise di compiere una gita in Costa azzurra,percorrendo una strada costiera da cui si godeva la vista meravigliosa di paesini arroccati su pendici rocciose,scogliere su di un mare azzurro ,cittadine eleganti ..!!Fu per me,ancora adolescente e anche un po'sognatrice,una vera rivelazione!C'era tutto un mondo,fino ad allora sconosciuto,in attesa di essere a me rivelato ed indagato!Da quel momento decisi che avrei viaggiato in futuro il piu' possibile,conservando nel mio cuore e nella mia mente quei bellissimi ricordi,grata a mio zio Nicola per questa nuova esperienza che mi aveva aperto orizzonti sconfinati..Un carissimo abbraccio,Giovanna.

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  3. Il mio capo spagnolo, Joan Forcada. Sicuramente la mia più sorprendente guida.
    Maestro di vita oltre che di vita lavorativa. E' durata poco solo 1 anno.... ma caspita che anno!
    In un anno mi ha insegnato senza parole, ma facendomi sbagliare e cadere, per poi indicarmi la strada, ma poco per volta perché la consapevolezza nasce se sei tu a scoprire la tua strada. Mi ha insegnato come apportare un cambiamento mentale, la volontà ferrea di farlo e che strumenti usare per coinvolgere nel cambiamento gli altri. Mi ha insegnato che viviamo in un mondo complesso e fluido e che stare fermi era come morire, e che io dovevo solo cavalcare le onde.
    Ogni giorno sento la mancanza della sua guida brutale.
    ciao Joan e grazie per tutto. Sto lavorando per diventare la donna che tu hai intravisto poter diventare.

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  4. Novembre 25 – 2016
    Molto interessanti i vostri commenti che testimoniano la presenza di una persona che ha svolto per voi il ruolo di mentore. E’ mio parere che, durante il viaggio della vita, ci sia bisogno di una o più persone che svolgano questo ruolo per indicarci la strada e percorrerla con noi, non importa per quanto tempo. Sono indispensabili per la nostra crescita, ci spingono e rafforzano la nostra autostima.
    In America molte persone svolgono il ruolo di teacher o coach o mentor come attività lavorativa. Sono tre figure con differenze sottili: il teacher ha lo scopo di insegnare nuove conoscenze, il coach aiuta a raggiungere un preciso obiettivo, il mentor instaura un rapporto di dare ed avere. Secondo me un mentore accoglie in sé tutte e tre le caratteristiche ed è un’esperienza fortunata e bellissima incontrare una persona con carisma, autorevolezza, umanità e disponibilità ad instaurare con te un rapporto di fiducia per dare ed avere uno scambio fruttuoso per la crescita e l’appagamento di bisogni reciproci.
    Anche io ho incontrato persone che hanno svolto per me il ruolo di mentore e mi hanno resa consapevole della mia indole di seminatrice di parole. Esse sono state campi fertili e accoglienti per i miei semi, li hanno conservati e tenuti al caldo per poi, al momento opportuno, consentire che germogliassero e crescessero. Mi hanno ispirata con l’attenzione, l’entusiasmo, la meraviglia e la disponibilità, mi hanno inorgoglita e responsabilizzata con la fiducia e mi hanno appagata con l’affetto e la gratitudine: i miei allievi! Luna

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