domenica 26 marzo 2017

Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza (cit. Papa F.)

 Vi parlerò di un’emozione che a torto riteniamo negativa: la tristezza! La tristezza è l’opposto della gioia, è un momento di dolore, d’infelicità, è un’assenza di letizia, serenità ma è anche un’opportunità!
Sì, la tristezza non ha l’unico fine di indurci a considerare ed apprezzare di più la gioia, ma come tutti gli opposti ha un ruolo necessario e ci offre l’opportunità di riflettere sulle sue cause e ci spinge ad accettarle per superarle, quando non dipendono da noi, o ci mostra la necessità di impegnarci personalmente, là dove possiamo contribuire ad eliminarle.
Sono andata a teatro per assistere a due musical: Saturday night fever e Jesus Christ Superstar, entrambi dei primi anni ’70, entrambi drammatici, ma ricchi di una ventata di aria nuova, di una nuova visione, di speranza, di aspettative in un futuro migliore. Anche i balli e le musiche portavano novità, rock, melodie avvincenti. Io ho vissuto per due volte dei violenti flash back: li avevo visti entrambi al cinema, come film, con mio marito, nei primi anni della nostra vita di coppia, nel pieno della nostra giovinezza. Ho rivissuto quei momenti, le emozioni di gioia condivise, di progetti e speranze, di libertà, autonomia, possibilità e futuro. Eravamo insieme, innamorati, giovani, forti, pieni di vita e il futuro era nostro! Ieri era così, oggi no! Guardavo e rivivevo ed annegavo lentamente e dolcemente nella tristezza. Ho riflettuto e mi sono esortata a continuare con impegno a lavorare sull’accettazione.
Mi raccontate di quella volta in cui la tristezza è stata vostra compagna ?    Luna


4 commenti:

  1. Carissima Luna,penso che capiti a tutti noi,soprattutto in questa fase della nostra vita,in cui si elabora il passato,con le sue luci e le sue ombre,prospettandoci una possibile direzione futura,intesa come proiezione "a medio raggio",di avvertire dentro di noi una gelida sensazione di vuoto interiore,di tristezza..Una vecchia foto ingiallita dal tempo,che ci ritrae da giovani,con accanto la figura di un parente,di un familiare che ora vive solo nei nostri ricordi,desta in noi un acuto senso di smarrimento,la percezione di essere soli ..Il suono di una musica che noi associamo a momenti felici vissuti nell'eta' giovanile,o che ci ricorda una persona cara scomparsa,provoca in noi una profonda malinconia...Tuttavia,come tu dici,questa riflessione ci aiuta a ridimensionare i futili motivi di ansia e affanno quotidiani,dandoci la misura del valore del tempo che passa..Un affettuoso abbraccio,Giovanna.

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  2. Ornella Vanoni cantava:"...tristezza, per favore vai via...", ma è impossibile. Con questo non voglio dire che siamo sempre tristi, per carità. Voglio solo dire che la tristezza è nel nostro DNA, nel nostro sangue, che, quando si apre o si riapre una ferita, riaffiora inesorabilmente per poi scomparire con un coagulo di accettazione o rassegnazione. Per quanto mi riguarda, la tristezza compare in me quando navigo nel mare dei ricordi, perché anche quelli più belli nascondono comunque un velo di nostalgia e di malinconia che mi fa chiudere "tristemente" gli occhi e tirare un profondo sospiro. Mia cara Luna, sai qual è la formula magica per non affogare in uno stagno di tristezza? Navigare sempre in acque correnti. La tristezza, quindi, è una compagna sempre presente, per cui l'ultima volta che si è fatta viva è proprio in questo istante, ricordando a occhi chiusi il sorriso di mia madre. Ciao Luna, ho bisogno di un fazzoletto.

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  3. Ciao Luna, sagge parole le tue sulla tristezza. Pensa che in questo periodo sto preparando un laboratorio sulle emozioni e sto proprio riflettendo, e trovando il modo di far riflettere, sul fatto che non esistano le emozioni negative, che tutte abbiano la loro funzione. La tristezza ci aiuta a riflettere , a mettere le cose nella giusta prospettiva, ci esorta a trovare soluzioni ed energie per nuovi orizzonti... ma l'importante è non tenerla in gabbia.... buttarla fuori, farla uscire per liberarsene. Questo non vuol dire che dobbiamo trasformarci in lamentoni.... ma che dobbiamo saper scegliere, tra chi ci sta accanto, chi ha la capacità di un ascolto empatico e, alle volte, metterci noi nel ruolo di ascoltatori...

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  4. Mi hanno fatto compagnia i vostri commenti perché c'è stata sintonia, inoltre ho visto che la nostra riflessione è comunque rivolta a ricercare sempre positività costruttiva. Luna

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