mercoledì 22 aprile 2015

Il duro mestiere del crescere: i giovani

Crescere è un duro mestiere in qualsiasi fase della vita! Ora tocca ai giovani.
Per quanto sia contraria alla giovinezza, intesa come fase mitica, così sono appassionatamente sostenitrice dei giovani. I giovani hanno un lavoro duro da fare, devono: reggersi sulle loro gambe, diventare autonomi e indipendenti, imparare ad affrontare il mondo del lavoro, le sfide quotidiane, cercare un compagno per fare insieme il percorso, prendersi degli impegni e tenere duro...ed ho sintetizzato e semplificato.
Non bisogna trascurare il fatto che vivono anche una fase in cui le emozioni sono forti così come l'attrazione verso il pericolo, verso il mettersi a rischio, verso l'abisso. A volte iniziano a lavorare, a confrontarsi con nuove problematiche, a gestire frustrazioni e stress, a essere più consapevoli, ma non sono abbastanza forti o preparati ed alcuni si tirano indietro e preferiscono seguire la corrente, appiattirsi, identificarsi con un gruppo, o seguire un leader che ha carisma o potere. Sono in pericolo e pericolosi per sé e per gli altri.
Pensano che solo chi è giovane possa capirli, rifiutano le altre età in modo dispregiativo o conflittuale. Sono chiusi nel loro mondo.
Invece dovrebbero imparare a comunicare con gli adulti, ad essere disponibili ad aprirsi, fare domande, scambiarsi pareri, chiedere consigli, delineare i loro progetti.
Gli adulti dovrebbero guardare i giovani, non con un atteggiamento di sufficienza o paternalistico, ma con interesse e disponibilità ad affrontare qualsiasi argomento o problema con mente aperta, comprendendo un punto di vista diverso, più entusiasta, più sognante, più possibilista. Parlare con loro richiede un' elevata applicazione, ma la comunicazione tra età diverse fa guadagnare a tutti  vicinanza, scambio, conoscenze, entusiasmo e rispetto.
I giovani sono possibilità che non sempre diventano realtà, perché c'è chi si rintana al buio, chi si sdraia sul divano, chi si attacca come una cozza alla famiglia, chi aspetta un aiutino...tutti spaventati dal dover crescere. Ma ci sono anche quelli a cui sbrilluccicano gli occhi, inarrestabili, pieni di grinta che colgono ogni opportunità per fare esperienze, per imparare, per crescere e faticano e soffrono e vanno avanti: vivono! Sono volati fuori dal nido perché è quello il loro destino!
I miei nipoti sono giovani che stanno vivendo realtà diverse, ma sono tutti in cammino . Io comunico con loro,quando ne ho l'opportunità, e loro con me ed è così che dovrebbe essere.    Luna

3 commenti:

  1. In maniera sintetica, completa ed esustiva hai espresso uno degli argomenti più moderni e complessi della nostra società. In effetti il rapporto tra giovani ed adulti è alquanto complesso, perché il più delle volte non ci si accetta in maniera reciproca! Siamo stati tutti giovani e sappiamo come era difficile e laborioso farsi capire dai grandi. Ora che le nostre forze psicofisiche cominciano ad affievolirsi facciamo fatica a stare dietro ai giovani, e nella maggior parte dei casi non li capiamo o non li vogliamo capire. Loro altrettanto fanno con noi, perché ci considerano vecchi, superati e poco dinamici in qualsiasi campo. Queste situazioni si verificano quando da entrambi non c'é un'adeguata comunicazione, oppure un'insufficiente volontà di confrontarsi e porsi dall'altra parte della barricata. Bisognerebbe sempre mettersi in discussione, anche con i nostri cari giovani, perché malgrado siano inesperti e inconsapevoli degli eventuali pericoli della vita, sono un prezioso agglomerato di pura energia e di speranza. E' vero che ci sono dei giovani indolenti, poco incentivati e svogliati (bamboccioni), ma sono convinto che si tratti solo di una questione di tempo, e spetta proprio a noi grandi incuriosirli e incentivarli ad abbandonare i divani della pigrizia spingendoli verso obbiettivi già conosciuti da noi. Non è facile, lo so, ma io più volte mi immedesimo nel giovane mondo dei miei nipoti, perché ricordo di essere stato anch'io giovane, e quindi so come si fa, per cui avverto un felice e solidale incontro che ci rende disponibili alla comprensione reciproca, senza mai abbandonare il proprio ruolo. Io sarò sempre il loro Zione (birichino come mi definisci tu, Luna), e loro saranno sempre i miei amorevoli cuccioli. Grazie Luna per avermi dato l'opportunità di esprimere il mio piccolo, ma sincero pensiero sui giovani.

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  2. Mi fa piacere che sei disponibile al dialogo e all'ascolto. Mi dispiace invece constatare che i giovani non riescono a vedere chi non ha la loro età come un ex giovane, ma solo come un adulto che non capisce. Ciò che mi pare evidente è l'esiguo numero di chi è interessato al dialogo tra generazioni.luna

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  3. Mi fa piacere che sei disponibile al dialogo e all'ascolto. Mi dispiace invece constatare che i giovani non riescono a vedere chi non ha la loro età come un ex giovane, ma solo come un adulto che non capisce. Ciò che mi pare evidente è l'esiguo numero di chi è interessato al dialogo tra generazioni.luna

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