Noi uomini, ascoltando i suoni del nostro mondo, ne siamo rimasti incantati e abbiamo cercato di riprodurli con primitivi strumenti finché alcuni, più creativi, hanno trasformato quei suoni in musica e canto usando le note, gli accordi, le armonie e, persino, le dissonanze. Nel nostro secolo quanti generi diversi , quante possibilità di scelta ed ascolto abbiamo, quanti ritmi, modulazioni di canto e di strumenti. A volte, questa abbondanza mi fa sentire sopraffatta, a voi no? Mi dispiace che vi siano persone che si limitano ad un solo genere solo perché piace, mi sembra come essere invitati ad un ricco e vario banchetto e mangiare una sola pietanza perché conosciuta e accettata. Navigare nel vasto mare della musica arricchisce la nostra capacità di comprendere i vari generi musicali, di distinguerli, di notare sfumature e sottigliezze, di diventare esperti e di sorprenderci sempre. E' uno dei pochi piaceri di cui possiamo abusare senza sensi di colpa.
La musica ci rende liberi perché abbatte le barriere; quelle dentro di noi e quelle esterne tra noi e gli altri.
La musica è universale, comprensibile a tutti, senza traduttore, bussa al tuo orecchio e, se la lasci entrare, diventa parte di te.
La musica ci fa bene, pensate che handicap sia non poterla sentire!
Con i nostri mezzi tecnologici, non abbiamo bisogno di un luogo speciale in cui ascoltarla, ci accompagna dovunque, è la colonna sonora del nostro vivere quotidiano e non solo, anche nelle nostre cerimonie pubbliche e private è sempre presente. Essa ci aiuta, appaga la nostra anima e il cuore. Qui potrei fare un lungo elenco di azioni che svolge per noi, come rilassarci, lenire, gioire....ma passo il testimone a voi e vi chiedo di dirmi che cosa rappresenta e quale ruolo svolge per voi.
Mi piace immaginare che Dio, il settimo giorno, quando si riposò, si lasciò sprofondare su un pò di nuvole, prese il suo Iphone, mise le cuffie e ascoltò la sua play list: l'armonia dell'universo, la voce dell'acqua, la rabbia e la delicatezza del vento, il respiro del mare, il silenzio delle rocce, il canto degli uccelli, il pianto e le risate degli uomini....... Luna
purtroppo proprio l'eccessiva facilità con cui abbiamo musica OVUNQUE ci impedisce di valorizzare pienamente questo linguaggio universale e democratico. Sì, democratico, perchè davanti alla musica siamo tutti uguali!
RispondiEliminaAvere la Musica OVUNQUE non è un problema, anzi un'efficiente possibilità per permettere a TUTTI, esperti e profani, di ascoltarla! Non per niente nel XV secolo l'invenzione della Stampa permise a tutti di leggere e di imparare a leggere, ponendo fine ad un'era di pieno oscurantismo! Come sempre il problema è l'uso che se ne fa di qualsiasi tipo di divulgazione, ma ciò nonostante è sempre meglio che la conoscenza, di qualsiasi materia, sia comunque aperta a Tutti e Ovunque! Inoltre ci tenevo a sottolineare che ci sono tanti modi, espressioni, sensazioni per definire la musica, magico ed infinito linguaggio universale, ed una particolare citazione dello scrittore tedesco Johann Paul Friedrich Richter si addice tantissimo a te, Luna: “la musica è il chiaro di Luna nella notte cupa della vita”. Grazie Luna!
RispondiEliminaAnche per me è un valore aggiunto avere la possibilità di sentire musica ovunque, però riconosco che il darla per ovvio e scontata è estremamente negativo, ma questo è dovuto, secondo me, all' atteggiamento superficiale e disincantato di chi ha troppo e non dà valore a nulla.
RispondiEliminaSottoscrivo in pieno! Il troppo stroppia! Mai dare valore alla quantità, produttrice solo di danaro, ma alla qualità, indiscussa virtù!
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