venerdì 19 giugno 2015

L' Uomo Rinnovato del XXI sec.

Stiamo vivendo un periodo di crisi in quasi tutti i campi: economico, sociale, politico, personale, nazionale, globale e planetario. Quello che mi interessa è il più vicino e quotidiano. Mi guardo intorno e vedo le persone arrabbiate, deluse, demotivate, esasperate, stressate, depresse.....è difficile trovare un sorriso, un incoraggiamento, un discorso propositivo e costruttivo, gioia di vivere, speranza e ottimismo.
Trovo ancora qualcosa di tutto questo nelle risate dei bambini, nei loro occhi sgranati sulla meraviglia del mondo e della vita. Gli altri sono travolti.  Penso che i giovani, nella maggior parte, possiedano quell'energia, quella spinta vitale che prima o poi darà loro la forza di guardare avanti, progettare, costruire, sperare e credere in una ripresa e penso che le donne, stanche, stanche, stanche, per i troppi ruoli che si sono assunte e che con grande tenacia e improvvisazione e ostinazione portano avanti, non siano demotivate o spente o in crisi. Gli uomini, adulti, nel massimo del loro splendore, i quasi e gli ultra cinquantenni non mi piacciono, mi deludono profondamente.
A questo punto ci sarà una bella levata di scudi a parare questo che non intende essere un attacco, ma un'analisi per portare alla luce una problematica esistente ma negata ed elusa. Le eccezioni confermano la tesi .
Qual è il posto dell'uomo? Quali i suoi punti di riferimento, quali i suoi compiti? Qual è lo scopo prioritario del suo esistere? Ma, soprattutto, se lo conosce: lo accetta, lo persegue, lo desidera questo scopo?
Ora si lascia vivere o sopravvivere.
L'uomo non è più l'unico che procaccia il cibo per la tribù o la famiglia, il responsabile della sopravvivenza del suo gruppo; la donna svolge lo stesso compito e sta diventando sempre più in gamba e versatile.
L'uomo non è più il " pater familias" che aveva il potere sui membri della famiglia e "possedeva" moglie e figli. E' diventato consapevole, anche se alcuni non sono ancora riusciti ad accettarlo, che gli esseri umani non si possiedono.
L'uomo non ha solo compiti sociali , ma anche familiari per cui è coinvolto nel costruire, crescere, e affiancare la donna nell'educazione dei figli ed è richiesta la sua collaborazione nell'organizzazione domestica. C'è chi lo fa qualche volta, chi si è specializzato, chi si divide le mansioni in modo equo, chi cerca di eclissarsi  il più possibile, chi confonde i ruoli e si trasforma in mammo: nuova figura mitica come i tritoni, i centauri e i fauni, insomma grande improvvisazione.     Luna    (CONTINUA)

2 commenti:

  1. Capisco questo problema sociale e familiare, e ti confermo che la maggior parte degli uomini di questa età critica sono così. Come dici tu, l'eccezione conferma la regola, ed effettivamente i nuovi cambiamenti "di ruolo" sociale e familiare hanno un pò scombussolato le persone, coinvolgendo con la mia opinione anche le donne. In sostanza credo che questi cambiamenti abbiano creato una sorta di frustrazione nell'uomo, facendolo apparire nervoso, stufo, stanco, desideroso solo di stare tranquillo e lontano dallo stress del lavoro e della città. In poche parole l'uomo cinquantenne è appassito e prosciugato dell'energia vitale. Quet'ultima non è scomparsa, ma solo messa da parte perché non c'é più voglia di far scoccare la scintilla. Risulta, quindi, più facile rilassarsi che interessarsi di altre cose. E' persino più facile e comodo lasciare che le mogli/compagne decidano in tutto e per tutto. "D'altronde...avete voluto la parità...quindi fate tutto voi". Quante volte ho sentito queste affermazioni, e quante volte mi sono chiesto: ma dove sono finiti gli Uomini? Un termine per definire la maggior parte dei cinquantenni? Terribilmente spenti. Sono, quindi, d'accordo con te, Luna!

    RispondiElimina
  2. Daniele...uomo onesto... non siete in molti. Stiamo sicuramente vivendo una fase di transizione. Altro che arrivati alla parità dei sessi! Siamo nella fase della confusione dei sessi... e dei ruoli. Ma il prezzo più alto lo pagano le dopnne, soprattutto quelle che hanno un senso del dovere e delle responsabilità. Forse i nostri nipoti avranno la possibilità di vedere ulteriori cambiamenti. Io ,per il tempo che mi sarà ancora concesso, sono molto pessimista

    RispondiElimina