Ho dato il bianco nella mia casa, anche se oltre al bianco c'erano due bei colori!
E' un modo di dire legato all'antica consuetudine di dare una mano di intonaco bianco alle pareti sbiadite e rovinate e ai soffitti anneriti. Lo scopo era ed è quello di ripulire, illuminare, rinnovare. "Dare il bianco" lo voglio usare come metafora per parlare dei legami tra fratelli e/o sorelle.
Nella famiglia , la prima forma di identificazione del figlio è la data di nascita! Così si diventerà il primo, il più grande o il più piccolo o il secondo e via di seguito....ciò, inevitabilmente, sarà collegato ad un ruolo ed a compiti ben precisi: di guida, di custode, di supporto o di privilegio, di protezione, di fragilità, di seguace ecc....Un'altra componente dei rapporti tra i figli è una lotta sia sotterranea sia palese per ottenere l'attenzione e le cure dei genitori, per conquistarsi la loro stima, per compiacerli, sempre attenti a valutare se gli altri ricevono di più in confronto a sé stessi.
In una famiglia, per quanto ci si voglia bene, è facile ferire ed essere feriti perché la convivenza porta ad una conoscenza istintiva e profonda delle reciproche vulnerabilità, perché l'inconsapevolezza regna sovrana e tutti gli istinti sono privi di controllo. Si litiga spesso, ma ci si diverte anche notevolmente perché si vive in un clan, di cui si sente fortemente l'appartenenza.
Poi....si cresce, il carattere si definisce, l'identità si rafforza e spinge per diversificarsi ed affermarsi spesso in contrasto con genitori e fratelli. Inoltre, oggi, spesso le scelte di vita portano lontano dai luoghi natali, in reltà dove ci si nutre di altre abitudini, idee, modi di vita, ecc...E ..... si diventa adulti e si cambia e si definisce sé stessi rispetto al partner, agli amici, ai superiori, ai colleghi, ai figli. Si scrive una propria storia. La vita non è più vissuta in rapporto ai fratelli e/o sorelle, i legami fra loro si assottigliano, si tendono, ci sono frizioni. Ad un certo punto giunge il momento di accettare l'idea che il passato è passato, non è più possibile modificarlo: è solo un ricordo ormai.
Si può e si deve guardarlo con occhi di adulto, dall'esterno e valutarlo oggettivamente.
Questo è dare il bianco: ripulire, illuminare, rinnovare.
La casa comune dell'infanzia, adolescenza e giovinezza, così rinfrescata diventerà un luogo diverso per persone note ma nuove da conoscere e con cui costruire rapporti più tolleranti, rispettosi, comprensivi, privi di ogni velleità competitiva o di autoaffermazione con l'unico obiettivo di ritrovare e rinnovare l'affetto, il calore e le affinità. Luna
poetico il tuo dare il bianco , ma attenzione...... potrebbe essere inteso anche come .... coprire e cancellare....
RispondiEliminaIl tuo discorso metaforico mi colpisce in pieno! Per me dare il bianco significa rinnovarsi, rinfrescarsi, cambiare "aspetto" affinché la mia immagine sia più bella! Il bianco non si limita alla superficie, ma agisce più volte in profondità. E' proprio in questa situazione che il cambiamento ottiene i suoi veri frutti. Sarebbe bello essere tutti imbianchini.
RispondiEliminaDaniela, è vero , ma ciò che auspico: un nuovo rapporto fraterno, non si può realizzare se prima non si ripulisce ciò che c'è ora dalle incomprensioni, dai conflitti, dalle rivendicazioni, mettendole in prospettiva e in un contesto che ormai non c'è più e chiedendo scusa o perdonando, se si è fatto del male. Ci vuole maturità e accettazione. Poi il bianco sarà luminoso! Luna
RispondiEliminaDaniele, hai preso la mia metafora e l'hai applicata a te stesso. Funziona bene anche per le persone, hai ragione, però anche qui facciamo prima pulizia di ciò che non ci rende delle persone migliori. Luna
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