domenica 13 settembre 2015

Distacchi successivi

Quest'anno è tempo di " voli ".
I figli sono cresciuti ed hanno già provato a svolazzare un pò in giro, sotto lo sguardo, falsamente disattento, delle madri ed ora si sentono pronti a fare voli più lunghi ed impegnativi.
Ho letto da qualche parte che il nostro ruolo di madri non è crescere figli, ma degli adulti. Concordo.
Le leggi naturali ci hanno affidato il compito della procreazione, sentiamo questo bisogno in modo biologico e compulsivo. Siamo condizionate geneticamente a prenderci cura della prole per aiutarla a crescere ed a maturare, poi, arrivato il momento dobbiamo lasciare che i figli svolgano il loro compito: staccarsi da noi per diventare adulti.
Le madri, in generale, e le mamme italiane, in particolare, si ribellano, fanno resistenza a lasciare andare: un pò per amore, un pò per paura dei pericoli ignoti, ma soprattutto perché considerano il figlio( tenuto dentro sé stesse, dato alla luce dolorosamente, nutrito e  accudito, protetto e seguito costantemente ) una parte di sé, come un braccio, una gamba, un organo vitale e indispensabile.
Abbiamo un forte senso di appartenenza e di possesso e la nostra visione è sempre del "mio" bambino, mai di un omone adulto a sé stante.
Se è vero che amiamo i nostri figli, ed io affermo che lo è, l'amore ci deve fare accettare e comprendere che li dobbiamo incoraggiare a volare in modo che facciano esperienze, si mettano alla prova, si costruiscano il loro futuro e si reggano con le loro forze. E se gli toccherà di soffrire, è la vita che gli insegna le lezioni più incisive.
Noi perderemo il " bambino" ma mai il figlio che è "per sempre".
Dico spesso che morirò serena se avrò la certezza che la mia bambina di ieri è diventata la donna del domani.        Luna

6 commenti:

  1. Luna,sei entrata nell'intimo del mio cuore.So che hai ragione! Per noi madri è importante che i nostri figli diventino adulti,capaci di reggersi da soli,autonomi e forti....solo così potremo lasciarli serenamente.ma...è dura e doloroso..

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  3. cara Luna mi ricordo che quando non ero ancora madre mi ripetevi "i figli non ci appartengono". Mi sono ripetuta questa frase come un mantra , credendoci nel profondo e, ora che i miei figli sono grandi, mi ringraziano perchè mi sentono presente ma non possessiva. Ho paura che qualcosa di brutto possa capitare, ma lascio che facciano le loro esperienze con serenità e anzi sono io che spesso li butto fuori dal nido. quindi: grazie a te per i tuoi insegnamenti!

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  4. Ho vissuto l'esperienza del volo dalla parte del gabbiano! Ho assaporato la capacità energetica delle mie ali che mi hanno portato altrove, lontano da chi voleva che rimanessi pulcino. Ho compreso mia madre per il sofferto distacco ed ho guardato avanti con le lacrime agli occhi, senza mai dimenticare il cuore materno. Per i genitori è un momento difficile, ma per i figli lo è altrettanto! L'unica consolazione per noi gabbiani è che il distacco ci porterà verso nuovi confini, verso nuove esperienze e nuovi amori. Mai verrà, comunque, dimenticato l'amore materno! Bell'argomento, Luna!!!

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  5. Per rispondere ai vostri commenti, prendo in prestito le parole di due scrittori:"Essere un genitore significa restare a riva e guardare il figlio allontanarsi su una fragile barchetta, verso acque più profonde, sperando senza averne la certezza che da qualche parte ci sia la terraferma."
    "Tieni il capo ,
    con l'altro capo in mano
    io correrò nel mondo.
    E se dovessi perdermi
    tu, mammina mia, tira."

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