Litigare è un'esperienza universale come giocare. Si litiga per appropriarsi di qualcosa, per far valere le proprie ragioni, per dar sfogo alle frustrazioni, per smaltire la rabbia, per insofferenza, per aspettative deluse, per evitare sopraffazioni, a volte per attirare l'attenzione. Si litiga per futili motivi o per motivazioni serie perché litigare porta fuori ciò che teniamo chiuso dentro, che ci fa star male e che forse merita di avere una change di risoluzione o almeno di comprensione e allora è catartico, liberatorio, ma in altri casi può diventare distruttivo e pericoloso.
I litigi dei bambini sono zuffe in cui i protagonisti provano sé stessi, danno forza alle proprie motivazioni. Il più delle volte sono innocue schermaglie, necessarie per rapportarsi agli altri e capire che non c'è un solo punto di vista e che forse il proprio è discutibile. Litigare è una palestra e le ferite all'io sono superficiali.
Molto più pericolosi sono i litigi degli adulti, quando non sono scambi di opinioni, valutazioni, richieste e adattamenti reciproci. In una coppia litigare può svolgere anche un ruolo vivificatore della routine ed un monitoraggio degli equilibri, dei compiti, dei ruoli per evitare che uno dei due si adagi o prevalga sull'altro. Sono litigi costruttivi.
Pericolosi sono i litigi che scoppiano per sfogare sull'altro rabbia e frustrazione e che identificano l'altro come nemico o capro espiatorio di tutto ciò che non va. Sono distruttivi, possono portare alla violenza psicologica e/o fisica. Questi litigi hanno lo scopo di ferire ed umiliare l'altro per sentirsi poi gratificati dalla sofferenza inflitta, sono patologici.
La mia famiglia era numerosa e la mia infanzia mi ha resa un'esperta in litigi fraterni. Ricordo ancora le parole di mia madre che, alle mie rimostranze per dover sempre cedere alle richieste fraterne, mi diceva:"Tu sei più grande, capisci di più!" Ed ero sempre io che dovevo far pace per prima, perché :"Chi capisce di più, fa il primo passo." Già allora ero stufa di capire di più: avevo capito che era una gran fregatura!
Nella mia coppia sia io sia mio marito abbiamo un carattere forte, battagliero, per cui la nostra vita è stata frizzante e litigarella. Ma abbiamo imparato presto a fare attenzione a ciò che dicevamo durante i litigi, perché spesso le parole, nel momento dell'esplosione, erano dette per ferire,per toccare nel profondo l'altro dicendo"verità" parziali, che in quel frangente affermavamo essere assolute. Conclusione: litigate,ma "ATTENZIONE" badate a non farvi o fare del male !
Chi chiede scusa o comunque fa il primo gesto di conciliazione? Forse chi ha un carattere più conciliativo, mamma. Luna
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peggio del litigare c'è l'ignorare qualcuno....
RispondiEliminaA chi non capita di litigare? Al lavoro, in famiglia, con gli amici, all'assemblea condominiale, per strada ecc. Cosa conviene fare? Evitare di litigare o imparare a saper litigare? Molte volte mi son sentito dire dopo un litigio da una terza persona "fai pace prima tu, perché sei più intelligente", ed anche io ho avvertito un senso di "fregatura"...come te Luna. Allora sai che ti dico? Per un 10% vale la pena di litigare perché sono motivi seri, ma per il restante 90%...che andassero pure al loro loro paese!!! Non è menefreghismo e/o indifferenza verso il prossimo, ma semplicemente autodifesa! Litigare mi fa molto male, e se lo facessi tutti i giorni diventerei matto, isterico e pericolosamente aggressivo. Allora mi chiedo: ne vale la pena? Ricordo ancora mia madre che mi diceva con un sorriso: "Danié, nun ce pensà e fatt na risata". Sante parole, mamma. Mi manchi.
RispondiEliminaCome non essere d'accordo con te ? Hai mille volte ragione perché litigare sottintende primo prendere in considerazione l'altro e poi investire emozioni, parole, energie per interagire con lui o lei allo scopo di arrivare a ....qualunque cosa in primis dialogare. Ignorare è negazione dell'altro perciò è chiusura completa. Luna
RispondiEliminaIn generale condivido le tue considerazioni ,ma vorrei analizzare un pò più in profondità. Virgilio ha detto a Dante " Non ti curar di loro ma guarda e passa" insomma questa frase in fondo diceva la stessa cosa che ti diceva la tua mamma e cioè ,al di là della motivazione, non farti coinvolgere. Sì, si fa perché non sempre e non con tutti possiamo essere coinvolti, ma quando l'altro ti importa e ci sono cose da dire o chiarire o spiegare si dovrebbe imparare a litigare bene, perché alcuni hanno bisogno di questa spinta per aprirsi, o ancora meglio a dialogare bene. Secondo me se c'è qualcosa che non va, bisogna portarlo alla luce e cercare di parlarne e non farlo marcire dentro, perché prima o poi esploderà in malo modo. Luna
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