martedì 24 novembre 2015

Mie reazioni ad un venerdì di sangue

Quando muore una bella persona, cara, profondamente amata e fondamentale per coloro che restano, c’è un momento in cui chi soffre si pone queste domande: “Come posso continuare a vivere? Perché il mondo non si ferma? Perché tutti continuano le loro attività come se niente fosse successo? Non dovrebbe esserci un tempo sospeso che ci permetta di capire, di tenerci stretto il nostro dolore, di elaborare la perdita senza curarci dei riti, delle necessità e dei bisogni primari e della quotidianità?”
Incredulità, sofferenza, disperazione.
Ma… “forse” se tutto si fermasse, “forse” se ci chiudessimo nella sofferenza, “forse” se l’angoscia prevalesse sulla spinta vitale non riusciremmo più a lasciarci trascinare dal desiderio di ripresa per ricominciare a respirare e continuare il nostro percorso. E’ questa la risposta?
La Vita non può fermarsi perché deve prevalere sulla Morte!
Tra tante immagini, ne ho vista una che mi ha toccata profondamente: una rosa infilata nel foro di un proiettile fatto nella vetrina di un ristorante francese e vicino un biglietto su cui c’era una domanda: “ In nome di cosa?” Immediata mi è sgorgata nella mente e nella gola la mia risposta: “ E’ stato fatto in nome del Male.”
Sì, perché questi atti così crudeli, così atroci contro la vita di altre persone, così pieni di sprezzo, rabbia, odio, intolleranza sono opera del Male. Poco importa sotto quali vesti si nasconda, poco importa in nome di quale religione o nazionalità o razza o desiderio di potere o di annientamento di una civiltà venga proclamato il diritto ad agire in tal modo, l’unico e vero obiettivo è questo: distruggere e dare la morte!
Il male è un nemico potente, è come il cancro ed è dentro di noi e se prevale inizia a crescere e ad alimentarsi proprio da noi stessi e ci distrugge. Se noi lasciamo che esso ci tocchi, prevalga, lo renderemo più forte, più distruttivo, più letale. Noi, invece, dobbiamo scegliere il Bene e non c’è Bene più grande della Vita da rispettare, da curare, da preservare, da moltiplicare e portare a compimento.
La nostra civiltà, anche se decisamente migliorabile, è come un giardino con erba, fiori, alberi, di cui dobbiamo aver cura, impegnarci per migliorarlo, ingrandirlo, renderlo sempre più vario, più ricco di nuove specie e dobbiamo costantemente, indefessamente estirpare le erbacce che tentano di soffocarlo e di distruggerlo. Il nostro compito è essere giardinieri e guardiani di vita.                     Luna




                                                         

3 commenti:

  1. tu dici ilMale... io dico che il Male è e sempre sarà il Dio denaro. Questa sete folle che solo l'essere umano ha.... quindi Vita vita vita! Ma anche semplicità, sentimenti.....

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  2. Vivere è un privilegio,è un'esperienza unica,un dono prezioso di cui avere il massimo rispetto.Se questo è il nostro pensiero abbiamo già scelto la strada del bene,perchè la conseguenza sarà rispettare la vita dei nostri simili.
    In noi serpeggia il male,sempre pronto ad emergere e a manifestarsi con l'impeto di distruggere e di distruggerci. Sta a noi tenerlo a freno.
    Carissima Luna i tuoi post mi portano a riflettere,mi aprono la mente ed il cuore. Li leggo sicura di poter constatare che anche il mio percorso di vita è in sintonia con il tuo. Come tutti, ho commesso errori, ho rischiato di perdere affetti , di allontanarmi da persone che mi vogliono bene....ora sono serena! Quanto mi resterà da vivere? Non so. Ma da questo momento ,so che voglio godere di ogni attimo della mia VITA!

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  3. Cosa vuol dire fare del male? Semplice: dare sfogo alla propria aggressività repressa e perversa, tipicamente del genere umano! Nel mondo animale esiste fondamentalmente l'istinto, ma assolutamente privo di cattiveria. Viceversa nell'uomo la cattiveria si sviluppa quando lo stesso ha paura di essere buono e quando nel suo spirito non esistono più valori, se non la famelica bramosia di eliminare i suoi simili in nome di un inesistente quanto assurdo ideale. Il fanatismo porta anche all'autolesionismo, altrimenti non vedremmo persone che si lasciano esplodere. In più l'esaltazione perversa è alimentata dall'uso sconsiderato di stupefacenti. E' il male allo stato puro, quando il tuo desiderio è quello di annientare te stesso trascinando nel baratro uno, dieci, centomila tuoi simili. E la cosa più atroce è che tutto ciò corrisponde a fatti realmente accaduti, non solo recentemente. Si dice che la Storia dovrebbe insegnare, ma, mai come in questo caso, a peggiorare.

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