Lentamente,
con una certa languida spossatezza, si avverte nell’aria questo abbandono
annunciato!
L’Estate è la
stagione che si attende con maggiore intensità e costante aspettativa, non solo
per le tanto agognate vacanze, ma
anche per uno spirito di libertà, di
leggerezza che pervade un po’ tutto. Ad esempio si vive all’aperto, appena
è possibile, piuttosto che in spazi chiusi, si indossano meno indumenti e molto
informali perché fa caldo, si consumano cibi freddi per evitare il caldo della
cucina e perché è più salutare ed invitante, le ore serali e notturne sono
godibili e si ha la sensazione che il giorno abbia più ore ecc…..
E, avvenimento
notevole, la fatica dello studio e del lavoro si interrompe e ci è consentito dare
uno stop al ritmo frenetico, allo stress, alle pressioni, allo sfinimento
psicofisico, all’irritabilità.
E, possiamo
dare lo start alle …..”dadadà” Vacanze!
Ma….. così
come è lunga e tanta l’attesa altrettanto lo è il rammarico e lo sconforto per la sua conclusione. Non accettiamo che
finisca, non desideriamo riprendere le attività quotidiane, anzi meditiamo la
fuga e vorremmo che il tempo, come per un dvd, potesse ripetersi schiacciando
di nuovo play.
A)E’ perché è
troppo breve o mal distribuito il periodo di non lavoro-studio?
B)E’ perché
troppe sono le aspettative, le esigenze, le necessità concentrate in un tempo
limitato?
C)E’ perché il
tempo normale, quello no-relax, è troppo difficile, faticoso, problematico,
complesso?
D)E’ perché
non ci basta mai ?
Cosa ne pensate? Avete proposte innovative
di qualsiasi tipo?
Personalmente
io propendo per l’ipotesi C e D, perché avendo fatto spesso un mese e più di
distacco dai luoghi e dalle fatiche abituali, ho potuto constatare che le
vacanze brevi o lunghe causano lo stesso rammarico per la loro fine e la stessa
difficoltà nella ripresa. Ciò che è differente è la qualità e la quantità di
ricarica delle energie perché se il rilassarsi e il recupero è stato prolungato
e profondo si avrà un benefico effetto spalmato su un periodo lungo. Inoltre
vorrei porre l’accento sui tre mesi di chiusura della scuola e su un esercito
di alunni lasciati a pascolare. Non è un bene né per bambini/ragazzi, né per i
genitori, né per i nonni. Concordo indubbiamente sul fatto che c’è bisogno di riposo
per le loro menti affaticate, ma penso che comunque debbano essere intrattenuti
e coinvolti in attività ludiche, sportive e socializzanti. Molti giovani
animatori sono impegnati in questo compito nelle cooperative pubbliche o
private dei centri estivi. Problemi? Sì la spesa è notevole e il periodo di tre
mesi eccessivo!
Anche se
recalcitriamo e molti ancora si attardano sulle spiagge, questa estate
lentamente se ne va e a noi restano le foto, i video, le esperienze vissute, le emozioni provate e la certezza che tra nove mesi tornerà per
cui possiamo iniziare già adesso a progettarla, non è così ?
Luna
L'ipotesi più appropriata è sicuramente la "D". Ma vorrei anche che l'estate fosse non troppo afosa, come lo è purtroppo in questi ultimi decenni. Sarebbe entusiasmante andare in vacanza anche in autunno, tra mille colori caldi in mezzo alla natura che si appresta ad addormentarsi. Sarebbe entusiasmante andare in vacanza anche in inverno, sulle candide distese innevate per poi tornare al proprio accogliente focolare. Sarebbe entusiasmante andare in vacanza anche in primavera, assaporando con mille profumi e colori il risveglio della natura. Sarebbe entusiasmante andare in vacanza sempre, ma anche in quel caso "non ci basterebbe mai".
RispondiEliminaCausa problemi informatici, pubblico il commento di Giovanna
RispondiEliminaCarissima Luna,per lunghi anni,alla conclusione delle vacanze estive,con la "triste"prospettiva di ricadere nel grigiore della routine ,familiare e
scolastica(in particolare scolastica),il mio animo era pervaso da un profondo turbamento morale,da una specie di"horror vacui"che nulla aveva in comune con il senso di "vacuitas"generato dalla pausa allegra estiva!!Attualmente,per mia fortuna,potendo finalmente collocare un periodo di sano relax in qualunque
momento dell'anno,tipo mesi di Novembre o Febbraio,mi sento serena e del tutto scevra da senso di malinconia ..In effetti,passando dalle mie riflessioni
personali ad un discorso generale,sarebbe secondo me opportuno"spalmare"le vacanze estive scolastiche in modo piu'attento ai richiami educativi ed alle
proposte didattiche durante il corso dell'anno scolastico,onde evitare vuoti dispersivi e nocivi all'attivita'pedagogica.Un abbraccio affettuoso,Giovanna.
Io trovo che la C) è quella che penso dovremmo davvero rallentare e semplificare in modo da godere della nostra vita tutto l'anno. e sicuramente abbassare le aspettative di come dovrebbe essere la nostra vita sempre con un pò di lacrime, duro lavoro, soddisfazione amore e cose interessanti da visitare, mangiare, provare e un pò di tempo in più per tutto. 3 mesi sono d'accordo che sia una cosa anormale, solo che è molto che si prova a cambiare questa prassi e non se ne vede la soluzione. Ma 3 mesi sono veramamente troppi.
RispondiEliminaHo riflettuto ancora, dopo i vostri commenti, sul fatto che le vacanze in fondo sono proprio così come dovrebbero essere: attese e desiderate. Perderebbero una parte della loro piacevolezza di evento speciale e diventerebbero banali e scontate se fossero continue. Luna
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