Ogni stagione,
per me, è identificata da un elemento che, per associazione,
richiama un mix di ricordi, sensazioni, immagini, emozioni. In primavera i
fiori, il mare per l’estate, sicuramente
la neve per l’inverno e per l’autunno le
castagne con i colori del riccio e del frutto, la forma e il sapore. La mia
regione vanta castagneti dop e le castagne sono protagoniste di fiere e sagre che sono vere celebrazioni
dell’autunno.
Quest’anno ho
visitato la Fiera Nazionale del marrone che si tiene a Cuneo, un’elegante città
incuneata nelle Alpi che la incorniciano e le fanno ciao ( proprio come le
caprette di Heidi ). Abituata da anni a visitare un’altra fiera in Val di Susa,
molto popolar paesana che si snoda come un serpente tra le vie e i prati, mi
sono stupita dell’aspetto lindo e ordinato degli stand che riempivano la grande
piazza Galimberti, come tende di un accampamento romano, per poi proseguire
tutte in fila al centro della storica via Roma. Gli stand bianchi, dal tetto a
cuspide svettante, tutti uguali esternamente, esponevano i prodotti delle
Langhe e della provincia granda: castagne, nocciole, funghi, porri, aglio,
peperoni, salumi, formaggi, vino, confetture, miele. Prodotti di qualità dai
costi adeguati, un po’ come uno store di Eataly all’aperto. Il sole splendeva e riscaldava, l’aria
era frizzante e lieve, intorno c’era un’atmosfera calma, tranquilla, di
piacevole soddisfazione. Su due angoli della piazza c’erano le zone dedicate
alla cottura delle caldarroste: treppiedi alti, in ferro, reggevano, tramite
una catena, un’enorme padella bucherellata dal lungo manico, piena di piccole e
saporite castagne che alcuni addetti facevano
abilmente saltellare. Nella sagra valsusina, il cartoccio di caldarroste e un
bicchiere di barbera era offerto a tutti in cambio di un’offerta simbolica e
volontaria. Qui si pagava ogni sacchetto e non c’era niente da bere: avevano
già bevuto tutto?
Sotto i
bellissimi portici di via Roma, bassi ed ombrosi, le vetrine, ricche di merci
interessanti, dei negozi, delle boutique e dei locali storici gareggiavano nell’attirare
l’attenzione dei visitatori.
Sono ripartita
contenta e soddisfatta perché questa fiera cittadina mi aveva offerto
sensazioni e considerazioni nuove e diverse per l’atmosfera, i prodotti, il
contesto, le persone.
Riproporre
ogni anno la partecipazione a questo evento di metà autunno sempre nello stesso
luogo, implicava, secondo me, un’inevitabile monotonia. Fino ad un certo punto
la ripetizione eleva l’abitudine a rito, ma se esasperata, rischia di ridurre
il rito ad inutile routine. Preferisco inserire una certa dose di varietà nell’uniformità.
Luna
Il 15 ottobre è stato per me un giorno tradizionale, come il 25 dicembre, il 31 dicembre, Pasqua, Ferragosto ecc. ecc. Villar Focchiardo è indubbiamente una località piacevole e adatta ad ospitare, come tutti gli anni, la Sagra del Marrone. Mi sarebbe piaciuto visitare anche Cuneo, ma a causa della coincidenza temporale e dei mie impegni di lavoro, ho indubbiamente preferito la Val di Susa, decisamente più vicina e facilmente raggiungibile. Ho visitato altre Sagre del Marrone o simili, in altre località e con altre caratteristiche, che mi hanno lasciato soddisfatto per la bellezza della diversità. Ma se dovesse esserci un accavallamento temporale, preferisco la tradizione, che non è monotonia, ma semplicemente un modo per ripercorrere o risfogliare un album di fotografie ricco di ricordi. E poi, se un bel posto collaudato mi fa sentire bene, come qualsiasi località turistica, perché non ritornarci? Non siamo tutti uguali, ed ognuno sente personalmente le proprie emozioni. La diversità è indubbiamente entusiasmante, ma a volte provoca disagio, ansia e imprevisti spiacevoli. E allora...perché cambiare? Lo faccio quando sarò comodo e sicuro di poterlo fare, con personale moderazione ed eventuale programmazione. "SIC EGO SUM".
RispondiEliminaCiao Luna, anch'io, come te, associo o meglio collego eventi, sapori, odori...colori alle stagioni.
RispondiEliminaL'Autunno, è la mia preferita! Rispecchia il mio carattere, la mia personalità.
Sicuramente i colori dell'autunno rappresentano il punto di forza, ma anche l'attesa di gustare le castagne è, per me, qualcosa d'importante che mi fa "vivere" questa stagione.
Non posso biasimare chi desidera perseverare nella scelta di gustare le caldarroste in un contesto naturale, genuino e caratteristico di una sagra paesana di montagna. A me sembra più adatto e poi...cosa c'è di più bello nel cercare un contatto con la natura quando ne abbiamo l'opportunità!?..In città ci viviamo!
Inoltre trovo molto stimolante ritornare lì dove sono stata bene, perché l'ambiente mi è familiare e le sorprese, le novità non mancano, le sensazioni si confermano e si uniscono ad altre, nuove.
Naturalmente rispetto il tuo desiderio di cambiare e mi rendo conto che è una questione caratteriale, però......non dirmi che sono monotona!!!!!
Ciao luna, io non c'è ombra di dubbio, sono per il cambiamento. Penso che il cambiamento sia in generale quasi sempre positivo. E poi in un mondo così fluido dinamico complesso non ci resta che cavalcare l'onda e assaporare ogni novità che inevitabilmente ci troveremo ad affrontare! PS le castagne mi piacciono smodatamente
RispondiEliminaCarissima Luna,anche io adoro la stagione autunnale,con i suoi colori dorati e sfumati,di una natura che dolcemente si prepara al lungo letargo invernale e pare voglia lasciare un ventaglio di gradazioni cromatiche suggestive..Rispetto alla stagione estiva,piu'carica di voci,di suoni un po'assordanti talvolta,acquista,per me,un fascino sottile e misterioso.l'autunno poi reca con se'frutti e bacche e funghi,nonche' le buonissime castagne che rappresentano un "cibo"prelibato e gustoso!Anni fa ho visitato anche io una bellissima sagra,quella di Melfi,in Basilicata,con esposizione sulle bancarelle di dolci svariati a base di castagne,marmellate tipiche e miele ecc!Un vero paradiso per i golosi!Inoltre vi furono anche ,presso il castello,esibizioni di personaggi in costume medievale e danze folcloristiche ..Davvero un ricordo suggestivo ed assai piacevole!Un caro abbraccio,Giovanna.
RispondiEliminaNei commenti c'è concordanza sul fascino sottile dell'autunno e una divergenza di opinione sull'abitudinario e sul cambiamento nell'uniformità. E' stato interessante. Luna
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