Nella
cameretta di mio nipote , una metà del letto è occupata dalla sua tribù di
peluche: due pinguini, una pecora, due ricci, un cavallo, un asino, un maiale,
uccellini e cani. Ah, dimenticavo: un enorme elefante! Sono tutti molto
simpatici, ineliminabili e assolutamente morbidosi. Quale bambino riesce a resistere ad un morbido peluche che, in più, ha
due occhi languidi? Sono amici che non hanno nessuna esigenza fisica, che
non chiedono nulla, che non pretendono di giocare con i tuoi giocattoli, che ti
seguono ovunque tu li porti e che restano di guardia quando riposi. Sono confortanti, rassicuranti e piacevoli
al tatto.
Quando mio
nipote ha avuto il compito di preparare per la prima volta il trolley, che l’avrebbe
seguito su un aereo, l’ha riempito con i suoi peluche e il pigiamino.
Mia figlia,
alla nascita, aveva ricevuto in dono un bellissimo cagnolone dalle lunghe
orecchie che l’ha seguita per anni perché non riusciva ad addormentarsi se non
l’aveva tra le braccia. Si chiamava “Dodo” ed era il suo amico e la sua
consolazione. Anche da grande ha avuto tre peluche: erano i suoi inseparabili
amici. Sono spariti soltanto quando ha trovato il suo compagno.
Io, da
piccola, non ho avuto il conforto e la consolazione di un amico di stoffa. Ricordo
che il primo peluche, rigido e peloso, è stato una cane che mi è stato regalato
dal mio primo “fidanzato”. Non mi piaceva, lo sentivo del tutto alieno e ho
provveduto a farlo sparire non appena ho fatto sparire anche il “fidanzato”!
Invece l’ultimo l’ho ricevuto in dono da mia figlia: è una tigre e si chiama
Hobbes, come la tigre di Calvin, pestifero ragazzino dei fumetti. E’ un peluche
da abbraccio e conforto con un’espressione amichevole e comprensiva. Mi è stata
regalata perché non fossi sola nei miei momenti bui e dolorosi e……funziona, vi
assicuro che funziona.
Il desiderio di abbracciare qualcosa di così
gradevole e piacevole unito al bisogno di
trasferire angosce, paure e richieste su qualcuno, anche se è solo un
peluche, viene sempre soddisfatto.
Sono fantastici! Raccontatemi dei vostri, se ne avete avuti. Luna
Chi non ha avuto almeno un peluche nella sua vita? Il mio preferito l'ho avuto a 7 anni. E' un orsacchiotto arancione, dalla testa rotonda e dal musetto simpatico. Il suo nome è Pippo, e quando ero bambino mi accompagnava dovunque. Non è sparito: è conservato gelosamente nell'armadio. E' il ricordo preferito della mia infanzia!
RispondiEliminaChe bello luna i peluche morbidosi. Che balsamo per le anime solitarie e i cuori acciaccati. Sono solo pupazzi ma soddisfano un grande bisogno umano il conforto.
RispondiEliminaCarissima Luna,non ricordo di avere avuto molti peluche nel corso della mia infanzia,ma ricordo ancora un pupazzo "Fortunello"regalo per la mia Prima Comunione con le caramelle e le mie care bambole alle quali ero affezionata tantissimo!Ricordi lontani dolcissimi dell 'eta' infantile!Baci,Giovanna.
RispondiEliminaNon mi sono mai affezionata molto a peluches e pupazzi. Però ora guai a chi tocca i miei peluches viventi, i miei Gatti! I migliori antistress del mondo!
RispondiEliminaGrazie per aver condiviso i vostri peluche con me, a Daniela dico che i suoi peluche viventi sono di sicuro più impegnativi ma comunque svolgono egregiamente quella funzione di conforto di cui tutti abbiamo bisogno. Luna
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