Quante frasi
ho iniziato dicendo: “Mi ricordo….”o “Ricordo che….” e riportavo alla memoria:
abitudini, comportamenti, modi di dire, frasi, avvenimenti, emozioni, persone
del mio passato consegnandoli in dote al mio ascoltatore. Quasi sempre l’ascoltatore
non era tanto lieto di questo bagaglio che, ai suoi occhi, sapeva di muffa, di
stantio, di….vecchio! Quindi, molto velocemente, smetteva di ascoltare o diceva
con aria esasperata: “Me l’hai già detto!” Ora: può capitare che ogni tanto la
memoria vacilli e può anche accadere che, presi dal ricordo, esso si appropri
di noi per tornare a rivivere attraverso il racconto, ma la tolleranza e un po’
di rispetto non sono contemplati nei nostri tempi?
Nel corso della nostra vita siamo sia
protagonisti sia spettatori della
storia che è sia personale e privata sia corale e pubblica. Come tali
abbiamo il compito, appena ne
diventiamo consapevoli, di testimoniare
alla generazione successiva :
chi siamo noi, quali sono le nostre radici, quali persone, fatti, idee,
comportamenti e scelte ci hanno fatto diventare gli uomini e le donne di adesso
e di quali avvenimenti siamo stati, in modo diretto o indiretto, partecipi. La
storia è come l’acqua di un fiume che scorre, non si ferma mai e ciò che scorre
a monte è un tutt’uno con ciò che scorre a valle. Certo i ricordi sono soggettivi,
perché c’è sempre una qualche partecipazione emotiva e anche perché la patina
del tempo trascorso li ricopre, ma sono comunque veri, vissuti e sacri. Secondo me un uomo muore quando non
significa più niente per nessuno, quando non c’è nessuno che ne parla. Per me è
un impegno ricordare e continuare a tenere in vita le persone significanti che non respirano più insieme a
noi.
Quanto amo la
memoria tanto diffido dalla nostalgia. Gli antichi Greci dicevano che la nostalgia è passione del ritorno, dicevano bene. La
nostalgia è il desiderio struggente del passato che si vuol rivivere. Secondo
me, il passato è uno scrigno colmo di esperienze, di valori desueti, di lezioni
da ricordare ed utilizzare per andare avanti meglio, per correggere errori, per
arricchire il presente. Si deve accettare, però, che il passato sia passato e, come tale, non ritorna più. La nostalgia è come una buca profonda che
intrappola e blocca in una condizione
che non consente alla nostra unicità di uomo o donna di continuare il proprio
percorso. Ti consuma il desiderio di riavvolgere il nastro della vita e
rivivere il già vissuto e ti immobilizza, conseguentemente non vivi né il
passato, né il presente, né il futuro.
Niente
nostalgia, se non come un pensiero fugace, e tanta memoria come bagaglio per
proseguire il nostro viaggio dovunque esso ci condurrà, fino alla fine.
Luna
Carissima Luna,torno a scriverti su un argomento che sento intimamente in modo profondo e radicato..il rapporto tra presente e passato che convive in un luogo segreto della nostra mente e del nostro cuore.Ognuno di noi conserva gelosamente i propri ricordi familiari,le lontane memorie dell 'infanzia,dell'adolescenza fino al tempo presente ed essi vivono ancora ,siano essi lieti o tristi,nel nostro mondo interiore,rappresentano la nostra identita'vera ,la "mappa"del nostro percorso di vita terreno..Questi ricordi ci accompagnano,invisibili,a volte riaffiorano all'improvviso,con un colore,un profumo,una musica,una sensazione,oppure emergono nella nostra coscienza attraverso i sogni..Essi sono importanti,certo,sono,come dicevo,le tappe del nostro sentiero di vita,tuttavia,pur se assaporati nella loro dimensione lontana,non devono condizionare affatto il nostro presente ed i progetti del nostro futuro,non devono costituire alcun ostacolo o timore nei confronti della nostra realta' quotidiana,anzi ci devono spronare a superare ogni difficolta'e a sfidarci con noi stessi di fronte ad esse.Solo in tal modo,"metabolizzando"i ricordi,belli e meno belli,del nostro passato,potremo costruire serenamente il nostro presente ed il nostro futuro..Un caro abbraccio,Giovanna.
RispondiEliminaI ricordi come parte costituente della nostra identità: ben detto, Giovanna. Condivido, anche che il nostro passato debba servirci da sprone per il presente ed il futuro e non debbano diventare un blocco di paura ed ansia o ancor peggio di rimpianto. Luna
EliminaCara Luna, come sempre , leggere i tuoi post, mi porta a riflettere, a fermarmi per capire me stessa. Penso che dopo aver percorso gran parte della propria esistenza, si tenda a cadere nella nostalgia del passato. Il passato viene idealizzato, affiorano solo i bei ricordi: Il calore di una famiglia, i figli, che senti tuoi perché piccoli , la giovinezza, le energie....ma non è così! Ci sono aspetti negativi!
RispondiEliminaLa vita è una costante: Finché vivi si alternano immancabilmente gioie e dolori, momenti felici e momenti drammatici....il bello ed il brutto! Quindi perché avere nostalgia? Luna , io non ho nostalgia perché oggi sono una persona nuova,sicuramente migliore. La Tiziana del passato non c'è più! Guardando indietro io prendo le distanze, perché non mi riconosco. Vorrei che le persone a cui ho fatto del male, mi perdonino e che non temano che possa ancora ferirle, perché non potrà più accadere. Ho lavorato su me stessa..datemi fiducia.
Viviamo il presente e guardiamo avanti! La vita è un intercalare, come sempre, ma ora siamo più consapevoli e quindi sappiamo apprezzare i momenti belli e dare il giusto peso ai momenti brutti. Ciao Luna, a presto!Tiziana.
Il tuo messaggio è forte e chiaro! Luna
EliminaSi lo ammetto io sono quella che non ne può più di sentire sempre gli stessi ricordi a volte nostalgici a volte no, va bene tolleranza però largo anche al cambiamento e al nuovo. Se no facciamo i gamberi
RispondiEliminaCiao Orsa, ricordare non significa non rinnovarsi. E' la nostalgia che ti frena, ma un bel ricordo ti lancia sorridente verso il domani. Quindi, cara Orsa, vivi i ricordi con serenità e lascia che tutti ne facciano tesoro come le note di una soave e armonica sinfonia!
EliminaI gamberi? Li preferisco in salsa rosa!
EliminaCome ti ha già fatto notare Daniele, cara Orsa, siamo tutti con te, ma ricordare è cosa buona e giusta! Luna
EliminaArgomento molto interessante! I ricordi sono i tasselli della nostra memoria, per cui ci appartengono fino a che riusciamo a ricordare. Quando non ricordiamo più, purtroppo è finita, per cui ricordare è sinonimo di vivere. Ma in che modo ricordiamo? Ci sono persone che ricordano con nostalgia o malinconia i bei tempi del passato, creando dentro di sé un senso di vuoto e di angoscia. Ci sono altre che ricordano con rancore e tristezza i brutti momenti vissuti, facendo rinascere rabbia, dolore e depressione! Per fortuna ci sono anche persone che ricordano, con sani sorrisi e limpide lacrime, leggendo ogni tanto il libro del proprio passato per fare tesoro delle esperienze vissute, nel bene e nel male. Volgiamo, quindi, sempre lo sguardo avanti, osservando il nostro album dei ricordi durante una lieta "pausa caffé", ma solo quando ne abbiamo voglia. Ancora complimenti per l'argomento, Luna.
RispondiEliminaCondivido e grazie per i complimenti. Luna
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