domenica 3 aprile 2016

Sushi e dintorni

Una “prima volta”: trascinata in un ristorante giapponese a mangiare sushi!
Io pensavo che “sushi” significasse mangiare pesce crudo, in realtà ho scoperto che invece indica un piatto tipico della cucina giapponese in cui l’ingrediente base è il riso insieme ad altri ingredienti come: pesce, alghe, vegetali o uova. E’ un piatto molto vario a causa dei diversi ripieni e guarnizioni e per la combinazione degli ingredienti. Io ho provato il sushi con i ripieni più basici e classici, dopo averlo intinto in una ciotolina di salsa di soia in cui avevo sciolto una minima quantità di wasabi (pasta piccantissima).
Ho messo in bocca, per intero, il primo rotolo di riso e pesce rivestito da un’alga e ho masticato, attenta alle mie sensazioni. Ho sentito una consistenza gommosa, fredda, asciutta con un vago sentore di pesce, il boccone faticava ad andar giù. Ho continuato a provare altri tipi di rotolini di sushi riuscendo anche a dire: questo lo preferisco, questo no, ma la valutazione finale è stata: cibo alieno. Non  avevo alcuna aspettativa, né alcun pregiudizio, anzi ero curiosa, ma davvero l’ho trovato un cibo così lontano dai sapori, dagli odori, dalle consistenze e dai condimenti mediterranei a cui il mio gusto è abituato. Ho provato altre cucine, ma questa è la prima che sento così “estranea”. Una prima volta al quadrato! Qualcuno ha fatto esperienza in tal senso?
In questi anni il cibo è diventato il protagonista di numerosi programmi televisivi, non solo per le caratteristiche e le proprietà, per la presentazione e l’esecuzione di ricette semplici o elaborate, ma per vere e proprie gare di abilità culinaria confezionate come spettacoli. A voi non sembra un eccesso? Non vi dà noia o fastidio pensare , vedere e parlare sempre di cibo? Ricordo le telefonate tra mio marito e sua madre, dopo i convenevoli sulla salute e sul tempo arrivava: marito “Che cucini?” e dopo un po’ sua madre “Cosa mangi, oggi?”
Ed ugualmente provo una grande insofferenza verso quelle concezioni filosofiche integraliste come i vegani, i vegetaliani, i fruttariani che vogliono eliminare le aberrazioni del nostro sviluppo alimentare e tecnologico cambiando la nostra natura onnivora.
Non nego e condanno i comportamenti e le azioni errate che sono state adottate e perseguite sia nei confronti dello sfruttamento degli animali sia nell’uso disinvolto di sostanze pericolose, tossiche e nocive alla nostra salute inserite negli alimenti con varie e dubbie finalità.
Ma, secondo me è la “ testa” che deve cambiare e guidare il ritorno ad un’alimentazione più semplice, essenziale, rispettosa (degli altri esseri viventi e dell’ambiente), varia e misurata. Mangiare poco, sano e vario. Lascio la parola voi.                                                                    Luna








5 commenti:

  1. Carissima Luna,effettivamente negli ultimi tempi si assiste una vera e propria "Fiera "gastronomica televisiva,per cosi' dire..Il cibo e' diventato una vera"Star",un oggetto del desiderio collettivo,il fiore all'occhiello in grado di donare carisma e fama ad individui giovani e meno giovani,perfino fanciulli in tenera eta'!Trasmissioni varie,su svariati canali televisivi,indicono gare "all'ultima salsa"per celebrare campioni in arte culinaria delle varie nazioni del mondo!Io mi diverto,talvolta,a seguirne qualcuna,dalle "caserecce"a quelle sofisticate..cosi' per rilassarmi un po'..Mi chiedo in effetti il motivo di questa rivalutazione collettiva del cibo,in sede televisiva,e penso sia la necessita',in un periodo storico di grande insicurezza e crisi,sia sociale che umana,di rifugiarsi in un "bene"comune che restituisca serenita' e gioia familiare alle persone,assediate quotidianamente da notiziari di sangue,violenze ed attentati ..Il piacere del cibo,surrogato da sempre del sentimento d'amore,coniugato con una esigenza intima di calore familiare e di pace domestica..Cibo mediterraneo,giapponese,ecc..ma emblema di tranquillita' e di sicurezza familiare.Un abbraccio,carissima,a presto,Giovanna.

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  2. Hai ragione, Giovanna,nei nostri tempi il cibo è diventato un bene-rifugio, il piacere da contrapporsi alla sofferenza così come il sesso è la vita che si afferma sulla morte. Comunque continuo a pensare che c'è una specie di dipendenza eccessiva. Luna

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  3. E' vero, anzi verissimo! Troppi programmi sulla cucina. Il perché è semplice: fanno audience!!! Un pò come quei terribili talk-show pomeridiani o le soap opera delle casalinghe! Basta! Dedichiamoci a cose più importanti, e non a ciò che rende economicamente allietando le sciocche menti. Vegani? Vegetariani? Fruttariani? Per carità! L'uomo è onnivoro ed ha bisogno di mangiare poco, spesso e tutto! W la cucina "completa" italiana, in tutte le sue diversità. Un applauso a te, Luna. Condivido in pieno le tue idee.

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  4. Pienamente d'accordo con te Luna! Il cibo deve tornare ad essere quello che è:nutrimento. Oggi lo si enfatizza troppo! Se poi pensiamo che , nonostante i bei discorsi , gli expo ecc, il 30% del pianeta stramangia mentre il 70% muore di fame..... C'è poco da aggiungere. Il cibo è anche occasione di incontro e convivialità..... Però non esageriamo.... Anche un caffè è sufficiente per fare due chiacchiere vero?

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  5. concordo con te luna cibo alieno, anche se ha una sua bellezza e consistenza!

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