lunedì 31 ottobre 2016

Natale a Natale

Ero ragazzina e, insieme ai miei fratelli, iniziavo l’attesa del Natale l’otto Dicembre, quando mio padre dichiarava aperti i giochi( non quelli del casinò). Ogni sera riuniva la famiglia intorno al tavolo per i classici giochi natalizi: al posto d’onore la Tombola! I soldini delle vincite, noi li destinavamo a piccolissimi doni per i componenti della famiglia. Da quel giorno iniziavamo a preparare le casette del presepe con cartone, colla e matite colorate perché, il tredici Dicembre, avremmo allestito il presepe e l’albero. Poi arrivavano le vacanze natalizie e con esse il Natale.
Poi, abbiamo scoperto il Calendario dell’Avvento e abbiamo iniziato ad aprire finestrelle dal primo giorno di Dicembre. Anche l’Ikea ci ha insegnato qualcosa di antico, che per noi era nuovo, il rito delle quattro candele da accendere, una domenica dopo l’altra, dall’ultima di Novembre. Così ci siamo anticipati ancora un po’ nell’attesa dell’ Avvento!
Ma….per la macchina economica e consumistica era troppo poco e allora…. Ideona: si inizia ad attendere il Natale dal quindici di Ottobre: ci sarà più tempo per comprare! Così via castagne, funghi, cachi, alberi ingialliti e imbruniti dalle foglie che danzano nell’aria per poi posarsi al suolo a formare un tappeto scrocchiante. Resettato l’Autunno e sostituito da decorazioni di finto abete carichi di oggetti scintillanti, da fili luccicanti, da alberi innevati ricchi di decori, da panettoni, pandori e altri dolciumi, da giocattoli, da candele, tovaglie, piatti, ecc...
E’ una manipolazione e un furto.
La manipolazione è subdola ma anche palese, per resistere dovremmo farci legare, come Ulisse, ma con le orecchie tappate e gli occhi bendati, all’albero della nostra razionalità. Le sirene della pubblicità ci canteranno di offerte speciali, di sconti favolosi e ci mostreranno video accattivanti e desiderabili e noi vorremo sempre di più, perché ci convinciamo che possiamo fare ed avere tutto ciò che vogliamo. Le sirene, si sa, ingannano.
Il furto è più grave perché riguarda il “ tempo ed il nostro modo di viverlo”. Sembro  Momo, la protagonista del libro di M. Ende, che cerca di combattere i ladri di tempo: gli uomini grigi. Io me li immagino di più come la “Banda Bassotti”, comunque sempre di ladri si tratta. Questa coercizione a determinare alcuni eventi: il Natale, l’Estate, i Weekend …su cui focalizzare il nostro sguardo bramoso di momenti felici, emozioni, esperienze, mentre viviamo in una sorta di automatismo privo di colore le ore, i momenti, giorni e giorni del nostro tempo.
Dove va il nostro tempo tra un evento e l’altro? Perché non viviamo ogni attimo con piena coscienza ed intensità godendo dell’adesso e del presente? Vivere consuma il tempo ma ne conserva la qualità vitale. Il tempo ha valore per noi stessi, per gli altri, per le cose che ci fanno star bene. Quando ogni sera, spengo la luce e mi consegno al sonno, penso alla sabbia nella mia clessidra che è diminuita ancora un po’ e mi chiedo se ho vissuto bene le ore che non avrò mai più.                           Luna  



3 commenti:

  1. Mi viene in mente la storia di Pinocchio, quando il "Mondo dei Balocchi" rappresentava un'appetibile attrattiva per i bambini, con il triste epilogo che ben conosciamo. Ebbene, la maggior parte di noi "umani" ci lasciamo facilmente abbagliare dalla pubblicità, dall'allettante consumismo, dalle convenzioni e dalla frenesia di spendere soldi con la speranza (vana) di colmare un vuoto frustrante e assillante. E' come la sindrome da acquisto compulsivo, attraverso il quale si crede di combattere una frustrazione personale, in realtà molto più profonda. E' una delle malattie sociali di quest'ultimo secolo. La frenesia la si avverte già qualche mese prima del Natale: per le strade (traffico isterico) mercati e supermercati (assalto all'arma bianca) prenotazioni vacanze on line affannate e nervosismo sui posti di lavoro. Per cosa? Per un giorno? Riuscire a goderlo sarebbe già un risultato, come una volta, ma si vive oggi il Natale solo per il mega pranzo ed i regali. Ed il giorno dopo? Silenzio, Depressione, ritorno di un Vuoto semplicemente rimandato per un giorno. Sono profondamente d'accordo con te, Luna! Solo quando ero bambino vivevo intensamente il vero Natale. Oggi è solo un lontano ricordo. Una volta era rosso...ora ha solo il colore dei soldi. In una società di matti è difficile isolarsi per imporre a se stesso la propria personalità. Tutto ciò è molto triste. Sigh

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  2. Carissima Luna,ti scrivo nuovamente,dato che il mio commento scritto ieri oggi e' svanito nel nulla!!Penso anch'io che ormai la grande macchina consumistica e commerciale abbia completamente stravolto i ritmi naturali della evoluzione delle stagioni..Una falsa rappresentazione temporale ha sostituito il ciclo del tempo che scandiva la vita con serena successione,delle feste e delle diverse fasi dell'anno..Come Kronos,di mitologica memoria,divorava i suoi figli,gli dei del cielo,della terra e del fuoco,cosi'anche oggi sull'altare del "Dio Consumismo"si celebrano i riti delle feste,con ansia e nevrotica frenesia..Forse solo nei paesi di montagna o di collina ,lontano dal frastuono delle grandi citta' si conservano i segni delle antiche tradizioni popolari..Ricordo in Basilicata i fuochi,i falo' in occasione della fine dell'inverno..molto suggestivi..Un carissimo abbraccio,Giovanna.

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  3. Il passato fa parte di noi e spesso lo richiamiamo alla mente o ne parliamo come di un tempo migliore, in realtà il passato non è migliore è solo diverso con aspetti che sarebbero da riconsiderare e rivalutare ma anche con molti aspetti che sono giustamente superati e migliorati. Sono partita dal passato per dare una profondità ed un' evoluzione alla mia analisi, ma quello che, per me, è importante è la riflessione sulla nostra società consumistica e sul modo di percepire il tempo. Ci ritornerò. Luna

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