sabato 14 marzo 2015

Primi distacchi

Su un ripiano della mia libreria c'è un aeroplano di carta, un semplice origami, che ogni tanto lancio per farlo volare nella stanza. Quell'aeroplano è, per me, il simbolo dei distacchi, delle perdite e delle nuove partenze per i nostri voli verso mete che non sempre conosciamo.
Ho parecchi nipoti e il più piccolo, a settembre, ha iniziato la prima elementare. Il suo primo giorno di scuola l'ho accompagnato e l'ho visto prima riluttante, poi serio si è guardato in giro, ha visto altri bambini come lui e, deciso, ha detto:" Perché quel bimbo piange? Bisogna andare avanti." E si è avvicinato al cancello per entrare.
Lui ha ripetuto parole che aveva già sentito dire dalla mamma e da tanti altri, non possiede ancora molta consapevolezza, ma ha capito che non poteva far altro che entrare.
Ma la mamma, che lo teneva per mano, ha sentito una stretta al cuore, un desiderio di pianto perché il suo bambino, il suo gioiello si allontanava da lei ed entrava nel" mondo degli altri".
Dopo aver vissuto il primo fortissimo distacco della nascita, poi quello del lasciarlo affidato ad altri, diversi da lei, per ritornare al lavoro,si è trovata ad emozionarsi per il suo"ingresso nella società". Quel piccolo essere umano usciva dalla sua sfera protetta, dallo sguardo attento dei suoi occhi e dagli insegnamenti solo genitoriali per rapportarsi con altre persone autorevoli, le insegnanti, e gestire le difficili dinamiche della classe, dei singoli compagni e delle prime amicizie. La sensazione di perderlo è forte, però ciò che si perde non è il figlio ma ciò che è destinato a cambiare.
Che duro lasciarlo andare, fa male aprire le mani che lo avevano preso, tenuto e sostenuto, quanto è difficile accettare di vederlo crescere e diventare grande; ma la vita ci prende a calci e ci spinge ad andare avanti!  Luna

4 commenti:

  1. personalmente non ho mai vissuto questi momenti come perdita, ma come nuove fasi anche per me che sono mamma. Forse tutto dipende da quanto si è stati capaci (o semplicemente si è avuta la possibilità) di gustare ogni momento di crescita dei propri figli. I miei sono grandi ora, ma io sono felice di vederli camminare con le loro gambe perchè so che non ho rimpianti, che tutto quello che potevo dare (e prendere ) l'ho fatto.

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  2. La perdita è di un periodo che è passato, perché il rapporto cambia, il bimbo cambia, tu cambi. Anche se non hai rimpianto, perché sei contenta di te, la perdita c'è stata e ti fa pensare: fermate il tempo, sapendo che non succederà. Luna

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  3. Il distacco è un termine poliedrico! Le mille sfaccettature di questo solido geometrico dimostra che tutte le persone "sensibili" lo percepisconono almeno per una volta nella vita. Per quanto mi riguarda il primo distacco che ho percepito è stato quando all'età di 21 anni mi sono allontanato dai miei genitori. E' stato un distacco un pò doloroso, ma addolcito dalla voglia di evadere e di crescere. Il vero e proprio distacco doloroso è avvenuto circa 13 anni fa, quando ho perso il mio papà! E poi l'anno scorso, quando...beh, lo sapete chi ho perso...chi abbiamo perso! Il distacco non ha età, ma per fortuna non è mai completo. Anche Luna è distaccata dalla Terra e dal Sole, ma dalla prima subisce ancora l'amore per il materialismo e dal secondo il sentimentalismo della luce e del calore.

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  4. Mi riprometto di parlare a lungo dei distacchi che non si limitano solo alle persone, ma a tanti aspetti, a luoghi, a fasi. I distacchi ci fanno avanzare in un modo nuovo, provocano cambiamenti e spesso sono necessari. Luna

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