Sono andata a vedere una mostra di Origami.
Ero molto incuriosita dal perché il passa parola delle amiche mi
aveva consigliato di visitarla. Conoscevo già superficialmente quest'arte che
fa parte della cultura giapponese, così lontana ed estranea alla nostra, ed
anche se ogni manifestazione della manualità e creatività umana mi affascina,
in fondo pensavo che mi avrebbe lasciata fredda, semplice osservatrice.
Gli origami erano stupefacenti e rappresentavano i quattro
elementi: acqua, aria, fuoco, terra ed in più c'era il vuoto o spazio.
L'ambientazione, i sotterranei di Palazzo Barolo, era misteriosa con effetti di
luci e suoni suggestivi . Ma, sono rimasta senza fiato per l'emozione ,
quando sono entrata nella stanza dell'aria , dove uno sciame turbinante
di farfalle e libellule si librava nel vuoto che raddoppiava ai miei piedi a
causa di un pavimento-specchio. Era magico : ero una farfalla fra le farfalle!
Mi si è strizzato il cuore e mi sono sentita viva !
Emozioni così intense sono come un piccolo tesoro che rendono la
vita un'esperienza unica. Eppure... tanti le trattengono, le negano, non si
lasciano penetrare come fosse un difetto, una perdita di aplomb, di
imperturbabilità, di "dignità ?"
Che tempo strano è il nostro, pieno di contraddizioni: l'umano che
aspira ad essere inumano.
Dovremmo essere fieri di provare emozioni che rendono la nostra
vita unica e intensa. Io lo sono : sono la sola ? Luna
Non sei sola ... anche io non mi vergogno di provare emozioni e di lasciare che queste siano visibili e condivisibili. Non credo di perdere dignità per questo, ma anzi penso che possa innescare un piacevole contagio....
RispondiEliminaE allora contagiamo !
EliminaEssere sensibili non significa non essere uomini. Non mi vergogno a dire che molte volte, davanti a un film, ho pianto e sentito emozioni fortissime. Inoltre l'arte, come quello dell'origami, contagia chiunque abbia un minimo di sensibilità per le arti figurative. Apprezzo molto la sensibilità dell'umanità in ogni campo artistico, soprattutto dell'Architettura! Chissà perché?! Dott.Arch.Daniele F.
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