La figlia di una mia amica ha compiuto diciotto anni ed è entrata nella giovinezza: un cambiamento, una nuova fase.
A diciotto anni si guarda avanti non indietro, neanche uno sguardo all'infanzia che si lascia definitivamente. Si tiene in gran conto sé stessi e i propri desideri, l'individualità è forte e i legami parentali si allentano e si assottigliano un pò. Le scelte sono varie e numerose, le possibilità e i sogni aspettano solo di essere realizzati, ci si crede invincibili ed eterni e non è contemplata alcuna sofferenza perché sarebbe un'ingiustizia. E' quasi un delirio di onnipotenza, un'ubriacatura di possibilità.
Ma la testa, ovvero la razionalità, la coscienza di sé, la consapevolezza che ogni scelta produce effetti collaterali imprevedibili, le responsabilità, dove sono?
Sono di là da venire.
Si dice che i bambini non si fanno tanto male perché sono protetti dagli angeli, secondo me, i giovani impegnano le intere schiere angeliche!
Eppure la giovinezza è necessaria, è l'apprendistato della vita adulta, un periodo ricco di nuove esperienze, di tentativi, di false partenze e ritorni, di ricerca e di esplorazione e di prove. E' il rito d'iniziazione della nostra società!
Spesso alla domanda:" Quale periodo della tua vita vorresti rivivere?" ho sentito molti rispondere:la giovinezza. Nella nostra società la giovinezza è mitizzata, è l'età dell'oro, è la fase ideale.
Io non la penso così, per me la fase ideale è dai trentacinque ai cinquantacinque anni! Ne parleremo spero, no?.... Per ora mi limito ad augurare, a tutte le persone che vivono questa fase della vita , di godere appieno della loro maturità perché sono all'apice del loro splendore e da fiore sono diventati frutti, da promesse realtà. Luna
Vorrei avere l'energia fisica che avevo a 20 anni, la capacità mentale (lucidità) dei miei lontani 30 anni e la maturità di adesso (50 anni). Di me farei così un perfetto Superman, ma rischierei di tramutarmi in un mostro, troppo energico (20), troppo logico (30) e troppo presuntuoso (50+). Sono contento di essere come sono adesso, e per mia fortuna non ho rimpianti...se non quello di aver dovuto amare di più il prossimo! Basta, comincio a parlare come un prete! Ciao neh
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